
Faccio parte della tribu' di Pennarossa ... ma ogni tanto vengo qui a meditare nella mia capanna tibetana.
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Mi piacerebbe che questo post venisse letto soprattutto da alcuni amici, verso i quali provo sentimenti di vera amicizia e di stima (spero ricambiata). Ci uniscono diverse passioni e diverse idee e siamo sicuramente “vicini” quando confessiamo i nostri ideali e immaginiamo la società che vorremmo.
Ultimamente, dopo l’indubbio terremoto politico che ha creato nuove sigle e nuove liste, abbiamo con questi amici idee “partitiche” diverse: in particolare essi non condividono la mia adesione al PD, rimproverando al nuovo partito e a Veltroni di essersi sbilanciato troppo al centro, di non spingere a sufficienza per i diritti civili, di non contrastare l’ingerenza del Vaticano, ecc. Insomma: tutte le critiche ricorrenti e ripetute in ogni occasione “da sinistra”.
Io posso solo dire di cominciare a conoscere abbastanza bene il nuovo partito “da dentro”, e nell’ammettere che alcune resistenze di “vecchia” politica ancora permangono, posso dire di avere trovato tanta gente nuova, tanti ragazzi che la pensano come noi. E’ a loro che io faccio riferimento, piuttosto che alla Binetti o a Bassolino. Perché sono convinto che alla fine saranno loro a modificare definitivamente il PD nel partito che vogliamo. Me ne accorgo dalle piccole ma significative cose che succedono dei circoli, e da tanti altri segnali che arrivano inequivocabili.
Circa la “strategia” scelta poi da Veltroni, ho già spiegato, qualche post fa, come credo sia ormai inevitabile arrivare ad un dialogo tra le parti.
In quel post citavo soprattutto una frase che Adriano Sofri - nel suo ultimo libro “Contro Giuliano” - rivolge a Ferrara: “… tuttavia, anche se avessi ragione, hai torto. Perché hai eccitato e guadagnato applausi di una parte e rabbia di un’altra. Le parti sono rimaste quelle di prima: solo più distanti e più impazienti”.
Le contrapposizioni estreme, se da un lato “soddisfano” l’orgoglio ferito di chi non vede realizzati i suoi ideali di società, dall’altro ingessano la politica e allontanano la realizzazione degli obiettivi.
Per tutti questi motivi voterò PD, e lo voterò convinto. Non per fermare Berlusconi, ma perché credo sia realmente l’unica possibilità che abbiamo per migliorare il nostro Paese. Ed è per questo che agli amici che la pensano diversamente da me (i nomi non servono: se mi leggeranno si riconosceranno senza dubbio) dico innanzi tutto di votare. Il “non voto” è veramente inutile perché nessuno si accorgerà degli assenti. Per un paio di giorni si parlerà dell’eventuale crescente astensionismo, ma un secondo dopo si farà il governo contando i voti di chi è andato ai seggi.
E naturalmente a questi amici dico di votare PD, cercando di dare fiducia a chi sta lottando da dentro.
In ogni caso … parafrasando Ilaria D’Amico: “Buon voto a tutti!”
SIT-IN PER PEGAH
Il Gruppo EveryOne, Arcigay e Arcilesbica, hanno convocato
lunedì 27 agosto 2007 dalle ore 18,30
un Sit In di fronte all’Ambasciata Britannica a Roma in via XX settembre 80.
La vicenda di Pegah è nota: la lesbica iraniana (40) rifugiatasi a Sheffield (Regno Unito), rischia la pena di morte nel suo Paese d’origine, a meno che non venga concesso immediatamente l’asilo politico definitivo.
Il Governo del Regno Unito, invece, si ostina a negarle questo diritto fondamentale con motivazioni assurde e pretestuose, e ha emanato l’ennesimo decreto d’espulsione per il 28 agosto (volo British Airways numero BA6633 delle 21.35 diretto a Teheran).
Il caso di di Pegah Emambakhsh è l'ennesimo caso di violazione dei diritti umani da parte dei nostri governi. Le decine di migliaia cittadini, gli attivisti e i politici che hanno aderito all'appello per la sua vita lanciato in questi giorni dal Gruppo Everyone hanno ottenuto una proroga della deportazione al 28 agosto.
Ma non illudiamoci, perché il governo sta solo aspettando che l'opinione pubblica si concentri su altri eventi per costringere Pegah a salire sull'aereo della morte. Deportazioni come quella riservata a Pegah si sono infatti già verificate, anche in tempi recenti, nel Regno Unito e negli altri paesi.
Chiunque può è invitato a partecipare al sit-in.
SALVIAMO PEGAH EMAMBAKHSH DALLA LAPIDAZIONE!

foto di Piervittorio Buffa
Pegah Emambakhsh è una donna lesbica iraniana che due anni fa è scappata dall’Iran per giungere in Gran Bretagna.
Nonostante il suo caso sia evidentemente rapportabile alla violazione sistematica da parte del regime di Teheran dei diritti umani, non ha ottenuto l’asilo politico.
Ora il governo britannico ha deciso di estradarla in Iran dove verrà presa in consegna dalla polizia per essere lapidata. Pegah, è attualmente detenuta a Yarlswood (Sheffield) e il Pubblico Ministero che si occupa del suo caso, rientrerà il 24 agosto dalle ferie.
Le autorità del Regno Unito hanno deciso di compiere un atto di forza, in dispregio di ogni diritto umano e di anticipare la partenza di Pegah verso l'Iran.
Il Governo britannico è in procinto di deportarla in Iran il 23 agosto 2007, con il volo diretto per Teheran della British Airline BA6633, che partirà alle 21.55 dall'aeroporto Heathrow.
L’unica colpa di questa giovane donna è quella di essere lesbica dichiarata e di provenire da un paese dove governa un orribile regime integralista islamico che ogni giorno calpesta i diritti delle persone.
Rivolgiamo un appello accorato ed urgente al Governo italiano, affinché faccia pressioni su quello del Regno Unito: se Pegah salirà su quell’aereo la sua esecuzione avverrà appena giunta in patria. Inviate i vostri messaggi a questo indirizzo email: relazioni.pubblico@esteri.it
AGGIORNAMENTO dal sito Open Mind: Ambasciatore Britannico in Italia promette al Gruppo EveryOne: "Non deporteremo Pegah se esistono rischi per lei in Iran".
La deportazione di Pegah prorogata al 28 agosto. Ma non illudiamoci.