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mercoledì, 07 maggio 2008
Cazzotti letterari.

guantoniduellanti
Se passate dalle parti di Fontana di Trevi e riuscite a superare indenni la folla di giapponesi, gli ambulanti con le bolle di sapone e gli improbabili “gladiatori” in calzamaglia rossa, potete trovare Papyrus Cafè, un posto carino dove prendere un aperitivo o un thè in tranquillità, magari sfogliando o comprando un buon libro, oppure assistendo ad uno dei tanti incontri letterari che vi si svolgono.

Ieri c’è stato il 2° Incontro dei “Cazzotti letterari”: due scrittori si “sfidano”, come in un Ring, commentando un libro. In 6 round i duellanti devono combattere tra di loro, l’uno difendendo il libro, l’altro attaccandolo. Giudice é il pubblico che dopo ogni round vota per la difesa o per l’accusa.
L’oggetto della sfida di ieri è stato il libro Ali di Babbo di Milena Agus, con Rossella Drudi (“Prendimi e uccidimi”, Graus editore ) nel ruolo della Difesa, mentre ad Adele Parrillo (“Nemmeno il dolore”, Mondadori) è toccato il ruolo dell’Accusa.
L’attrice Barbara Alesse, accompagnata dal chitarrista Andrea Neri, ha letto dei brani come introduzione ad ognuno dei 6 round: i personaggi e la trama; la scrittura; le emozioni; la gente dice … ; lo scambio delle parti; l’arringa.

E’ stato un modo veramente “leggero” e divertente di conoscere e commentare un libro. Le duellanti si sono calate con convinzione nel ruolo, sfiorando in alcuni momenti anche lo “scontro” più acceso.
Ma il momento più simpatico è stato quando – nello scambio delle parti – la difesa ha confessato che quel libro, in realtà, non le era piaciuto per niente.
Per la cronaca ha vinto per 4 a 2 l’accusa e quindi Adele Parrillo.

Da una parte mi dispiace, perché il secondo libro della Agus, Mal di Pietre, a me era piaciuto. Ali di Babbo invece sembra una ripetizione del precedente, un’evidente operazione commerciale studiata a tavolino.
Con queste premesse Adele è stata implacabile nel trovare i punti critici del libro (e della scrittrice). I suoi giudizi più “bonari” sono stati questi:

“In tutti e tre i libri di Milena Agus c’è un po' di ecologia, un po' di magia, un po' di fiaba, un po' di follia, per formare un impasto di appetibilità narrativa. Ma non basta dire mirto e mare per fare Sardegna …”
“Il linguaggio adottato dall’io narrante, una 14enne, sta tra l'adolescenziale e l'infantile, mentre, se si analizza bene, la maturità dell’io narrante è quella di una donna molto più grande.”
“Per tutto il libro ricorrono ossessive le parole magia, magica, ma non è dicendo continuamente: “… qui faccio una magia, questo è magico …” che si conferisce magia al racconto. La magia deve scaturire dagli accadimenti, non deve essere la scrittrice a dircelo. Tra l’altro, ciò a cui si riferisce la Agus non è magia, ma Azione Votiva".
"Ci ha tediato con la Magia per 140 pagine ... e poi? Scomparsa improvvisamente! Dovrebbe dirci che anche il dolore (per l’amico, per il nonno morto) è un arricchimento e che il dolore le ha fatto capire che è meglio godersi quel che si ha nel momento: allora sì… quella è la magia".
"Insomma, ci ha parlato di magie per tutto il libro, e poi, per sè, non riesce a farne nemmeno una! Dov’è lo scatto finale? Il colpo di coda di questo personaggio?"

Voglio comunque chiudere con un complimento alla “difesa”, a Rossella Drudi, che nonostante abbia confessato di non aver apprezzato il libro ha svolto il suo ruolo con indubbia ... professionalità.

Postato da: kkarl a 14:04 | link | commenti (7)
recensioni, libri, letture, lingua italiana, iniziative, adele parrillo, kkarl, milena agus, papyrus cafe, ali di babbo