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lunedì, 29 ottobre 2007

La soffitta.

soffittaw

Cara Cristiana,

ti ho osservata con attenzione ieri, mentre entravi e ti aggiravi emozionata in Sezione. Anche se non c’eri mai stata prima, quella in fondo era la “tua” sezione, la sezione che si chiama con il tuo cognome e che ricorda una persona a te cara, una delle figure più rappresentative di quella parte di storia che oggi molti tendono a considerare ormai superata, e altri ricordano con sempre maggiore imbarazzo.

Era molto tenera la tua espressione mentre guardavi la foto di Mario Alicata, appesa sulla stessa parete in cui c’è quella di Antonio Gramsci.

Come hai saputo, nella sezione c’è ora un gran fermento perché si è deciso di cambiare il nome attraverso un sondaggio che coinvolgerà tutto il quartiere. Ci sono già delle proposte: Pier Paolo Pasolini (che Pietralata ha raccontato in tante occasioni), Rosa Parks (figura simbolo dei diritti civili), 14 ottobre, e tante altre.

Questo per te, e per molti che hanno vissuto e combattuto a lungo con altri riferimenti, viene probabilmente visto come un tradimento, come una negazione del passato. Perciò, mentre discutevamo di questa iniziativa, ti è venuto spontaneo chiedere provocatoriamente se i promotori del “rinnovamento” conoscessero almeno la vita di tuo zio, prima di mettere in soffitta la sua foto e la sua storia.

Io credo di si, ed anzi questa potrà essere senza dubbio l’occasione per ripercorrere le vicende e l’esempio che Mario Alicata ha saputo dare nella sua pur breve vita.

Quello che sta succedendo nella sezione di Pietralata si riproporrà sicuramente in molte altre. Scompariranno forse le insegne e le immagini di Gramsci, di Togliatti, di Berlinguer, e i simboli che ci hanno accompagnato per tanto tempo verranno sostituiti da altri.

Tutto ciò secondo me non significa rinnegare storie o ideologie: ognuno di noi porta con sé un patrimonio di ricordi e di “conoscenze” che prescindono dalla loro esposizione o rappresentazione.

Credo che dovremo essere soprattutto noi – iscritti o semplici “cittadini elettori attivi” - a portare nel nuovo partito esempi e ideologie, a ricordarli o a proporli. Ma facendo soprattutto in modo che si affermino, indipendentemente se sono bene in vista su una parete e se sono stati riposti in una soffitta.

Con affetto, tuo Kkarl

Postato da: kkarl a 13:39 | link | commenti (13)
sinistra, simboli, , partecipazione, partito democratico, mario alicata


Commenti
#1   29 Ottobre 2007 - 14:10
 
Molto bello questo post...
Cara Cristiana nessuno vuole cancellare la memoria, ma raccontarla attraverso una storia nuova..
Sono il presente e il futuro il tempo che ci è dato di vivere...
Ma il passato non lo diemnticheremo.
CRISTIAN
utente anonimo

#2   29 Ottobre 2007 - 14:38
 
Io volevo fornire una mia interpretazione di questa decisione.
Dire che stiamo cambiando nome non è in effetti l'approccio corretto, anche se in fondo è quello più semplice, più comunicativo.
Qui si tratta di dare un nome a qualcosa che ancora non c'è e cioè ad una nuova casa dei democratici, che solo casualmente si verrà a trovare nello stesso luogo fisico in cui si trova ora. Nel passaggio tra PCI, PDS e DS, nessuno si è sognato di cambiare nome, perché questi cambiamenti avvenivano in un segno di continuità. In questi passaggi l'unica cosa che poteva succedere era quella di perdere qualche compagno di viaggio.
In questo caso il cambiamento è più netto. Ognuno di noi è giusto che arrivi in questa casa con le proprie storie e i propri sentimenti, ma è giusto che la casa, riesca simbolicamente a rappresentarli tutti.
Mario Alicata è un personaggio che io rispetto profondamente, ma anche nella sua biografia ci sono tratti che ne fanno un grande militante di partito, fedele in una certa ortodossia. Cose in cui io ho sempre creduto, come nella fedeltà al partito e alla sua disciplina.
Oggi però stiamo facendo qualcosa di diverso che vuole inaugurare una nuova stagione della politica. Ed è giusto che ognuno di coloro che pensi di entrare in quella casa dica come vorrebbe che quella casa fosse: quale nome, quali immagini...
Vorrei invitare Cristiana, se legge questo blog, a partecipare alla riunione di oggi alle 19.00 (KKArl partecipi anche tu?) dove vorremmo iniziare a parlare di un percorso condiviso, con tante persone che ancora non si sono mai incontrate e che non hanno mai condiviso un'esperienza politica.
Se poi Cristiana è disponibile, io avrei piacere a far sì che una biografia dello Zio possa essere finalmente ricostruita e portata nella nostra sezione, a disposizione di tutti. Era il mio sogno quando mi sono iscritto alla Mario Alicata, ma ho incontrato molte difficoltà.
Mi piacerebbe che nella sezione fosse affissa una bella foto dello zio, come parte della storia politica che è parte dell'eredità di chi proviene, come me, dalla tradizione del Partito Comunista Italiano.
Spero che tutto questo si possa realizzare.
Maurizio
utente anonimo

#3   29 Ottobre 2007 - 14:40
 
Ho letto su un muro non lontano dalla sezione Alicata una frase che recita più o meno così: "Nessuno muore realmente finchè resta vivo nella memoria di chi vive". Credo che Mario Alicata sia una di queste persone immortali nell'immaginario collettivo. Cambiare nome alla sezione a lui intitolata, non vuol dimenticarlo.
Sasà
utente anonimo

#4   29 Ottobre 2007 - 15:16
 
Grazie Cristian e grazie Maurizio per i vostri commenti.
Le cose che avete scritto e quello che c'è "dietro" a questa iniziativa io naturalmente lo sapevo e ho cercato di trasmetterlo ieri sera a Cristiana.
Però ritenevo importante fissarlo qui e stimolare delle riflessioni.
Sarà importante sottolineare gli aspetti che avete riportato qui, per fare in modo che la "nuova casa" nasca veramente in una festa dove tutti si sentono coinvolti e nessuno "defraudato" di memorie o simboli.
Se poi, oltre alla scelta del nome, si riuscirà a creare un luogo dove ci sia una reale e costante partecipazione … beh, allora vorrà dire che abbiamo fatto Bingo!
Ma forse questo richiederà un altro post :-)

PS: alle 19 ci sarò.
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#5   29 Ottobre 2007 - 15:20
 
Questa sorta di "purificazione" a cui sono sottoposte le sezioni è abbastanza buffa. Ma mi pare un problema secondario. Più urgente sarebbe cercare di capire che ruolo potranno avere ancora le sezioni nel nuovo partito. Con questo desiderio di nuovismo organizzativo (di cui sembra che Veltroni si sia fatto interprete) c'è il serio rischio che le persone si mobilitino solo per gli appuntamenti elettorali. E che nel giorno-per-giorno le decisioni vengano demandate alle oligarchie nazionali e locali. Abbiamo già avuto un primo assaggio sabato a Milano: regolamento e composizione delle commissioni decise da non si sa chi, e i delegati ridotti al ruolo di irrilevanti alzatori di mano.

Saluti
utente anonimo

#6   29 Ottobre 2007 - 16:38
 
Concordo con titollo. E' vero la nostra storia viene con noi insieme a tutto quello che finora ha contraddistinto il nostro fare politica, i nostri valori etc.
Vorrei sapere, tuttavia, cosa c'è tra un segretario eletto dal popolo e il popolo stesso. Il mio concetto di democrazia e di partecipazione è altro. Un abbraccio eta-beta
utente anonimo

#7   29 Ottobre 2007 - 16:44
 
Caro anonimo,
io personalmente non ho una risposta al tuo quesito e quindi ti rispondo: proviamo a ragionarci insieme.
Anche perché io sono tra quelli che dovrà cambiare la propria testa e la propria idea della politica. Sono pronto a farlo ma mi piacerebbe che mi fosse chiaro il progetto.
Questo è ancora il momento del fermento e credo che questo fermento vada coltivato, perché aiuta a mantenera viva la voglia di partecipare. Tutto questo poi dovrà trovare una sintesi, che si tramuti in capacità decisionale.
Sono anche sincero, non ho intenzione di farmelo spiegare dagli altri, anche dallo stesso Veltroni, che ruolo avranno le sezioni nel futuro PD.
Mi piacerebbe contribuire a costruirlo un nuovo ruolo, insieme a dei compagni di viaggio, e poi tentare di contagiare gli altri rispetto a questo modello, magari anche lo stesso Veltroni.
Ci sono molti filosofi e sociologi che spiegano che l'oligarchia si forma a causa della naturale predisposizione della maggior parte degli uomini di farsi guidare da pochi individui.
Una sorta di delega in bianco. E' questo l'elemento che io ritengo dobbiamo provare a cambiare.
Non ci dobbiamo aspettare nulla dai dirigenti.
Un'utopia ? Forse, ma in questo momento meglio l'utopia che la rassegnazione.

Maurizio
utente anonimo

#8   29 Ottobre 2007 - 20:25
 


Cari tutti, grazie per il vostro affetto e grazie a te Karl per la tua sensibilità che sempre di più mi colpisce in decine di situazioni.
Mario Alicata è morto di ictus dopo avere pronunciato un acceso e appassionato discorso contro l'abusivismo edilizio nella valle di Agrigento. Mario Alicata era impegnato nella denuncia della trascuratezza di parametri ambientali che avevano, per esempio portato, all'alluvione di Firenze. Temi molto attuali.
Mario Alicata è stato in carcere perchè, anche se alcuna propoganda lo dice iscritto al GUF fino all'ultimo momento, perchè faceva la resistenza. Insieme alle sorelle Zina e Maria Felice, una faceva la staffetta sui ponti di Roma he i tedeschi minacciavano di fare saltare e l’altra strisciava nelle fogne di Bologna.
Mario Alicata è stato il primo direttore dell’Unità così come la conosciamo.
Mario Alicata era un intellettuale, un critico letterario, che rinunciò alla carriera universitaria (spinto da Natalino Sapegno) perché credeva nell’impegno degli intellettuali in politica in un momento in cui il paese andava ricostruito e rappacificato. Questo fu il suo motore politico ed insieme la sua grande colpa: fu molto duro con tutti gli intellettuali italiani che non si allineavano al partito, in un tempo in cui il bene del partito coincideva con il bene del Paese. In quegli anni (succede ancora adesso in forma minore) i deputati del PCI versavano quasi tutto il loro stipendio al partito. La sorella di Mario Alicata, addirittura, non voleva la pensione, perché considerava il suo, un “servizio”, non un lavoro.
I tempi sono cambiati. E’ vero, ci ho riflettuto, che alcune cose vanno cambiate. E’ vero, però, che certi uomini che hanno fatto la storia del paese, non del partito, spesso sono stati dimenticati, cancellati.
Mi piace l’idea della sezione dedicata a Pasolini.
utente anonimo

#9   29 Ottobre 2007 - 21:29
 
Cara Cristiana
quella che tu definisci sensibilità è solo l'inevitabile conseguenza di esserti stato vicino ieri sera mentre giravi per la sezione.
Stasera c'è stato un incontro, compresi i ragazzi di "un mare di stelle" e tutti hanno una gran voglia di conoscerti e di coinvolgerti.
Veramente da brividi i passi telegrafici con i quali hai descritto alcuni aspetti di Mario Alicata.
Peccato che invece su Wikipedia ci sia veramente poco su tuo zio.
Faccio una proposta: perchè tutti insieme - ma in prima linea Cristian e gli altri giovani se vogliono - non raccogliamo più informazioni possibili e facciamo diventare quella pagina di Wikipedia un ritratto fedele e approfondito di Mario Alicata?
Ti abbraccio!
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#10   30 Ottobre 2007 - 09:32
 
Cristiana,
grazie per quello che hai scritto, mi ha toccato veramente. E spero che il nuovo partito potrà contare su persone come te.
Ti chiedo una cortesia se possibile: avere delle foto di tuo zio.
L'unica che abbiamo l'abbiamo rubacchiata su Internet, mi piacerebbe pubblicarne altre sul nostro sito e all'interno della sezione.
Inoltre abbiamo programmato un'iniziativa collegata a questa questione del nome che prevede di preparare una scheda (formato cartellone) per ogni nome candidato. Io ne vorrei preparare una su Mario Alicata. In più resta il mio sogno di realizzare una sua biografia completa.
Maurizio
utente anonimo

#11   30 Ottobre 2007 - 11:06
 
Un breve commento per precisare (con una punta di orgoglio) che Cristiana é già nel Partito Democratico ed è una delle elette nelle recenti primarie all'Assemblea Regionale.
La punta di orgoglio sta nel fatto che è anche una de iMille ;-)
Buona giornata a tutti.
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#12   30 Ottobre 2007 - 16:17
 
Condivido in pieno.
Un post veramente bello!
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#13   27 Giugno 2008 - 17:05
 
io penso che debba esistere tanta franchezza e sincerità trà le persone pe risalire la china,rispetando senza paure di nessun tipo i pilastri che in passato hanno dato e continueranno a dare sicurezza anche a questa nuova casa perhè io non mi vergogno di "mia madre ne di mio padre sono io che devo preocuparmi di andare avanti driblando il nemico principale egoismo arroganza e menzogna salute compagni ciao atutti Pedinato
utente anonimo

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