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Faccio parte della tribu' di Pennarossa ... ma ogni tanto vengo qui a meditare nella mia capanna tibetana.
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INDULTO: sono straordinariamente positivi i dati sul provvedimento di indulto varato dal Governo: ben il 64% dei carcerati che ne ha beneficiato infatti non ha commesso reati e non é rientrato in carcere.
Se consideriamo che il tasso di recidiva ordinario per i carcerati che scontano interamente la pena è del 60%, significa che - grazie all’indulto e a questo Governo – sono tantissimi i detenuti che “hanno messo la testa a posto”.
Probabilmente, se Berlusconi e la destra fossero stati al Governo al momento dell’indulto (votato comunque anche da parte del centrodestra … cosa che molti dimenticano o non sanno) i dati sull'indulto sarebbero stati dati nel modo descritto all’inizio del post. Invece ieri, su tutti i giornali, c'era il titolo: "Indulto: il 36% è tornato in galera!"
Qui non voglio riprendere la polemica e il dibattito sull’indulto (anche se vi invito a riflettere sui dati matematici comunque corretti), voglio semplicemente sottolineare l’incapacità del centrosinistra di “comunicare” e il sapiente uso dei “numeri” che la destra riesce invece a fare, stravolgendo - o comunque orientando quasi sempre a suo suo favore - il vero senso delle cose.
Non è facile raccontare la Palestina, soprattutto quella di tutti i giorni, la vita di strada e delle persone.
E invece c’è chi da più di 40 giorni lo sta facendo – secondo me - in maniera semplice ma al tempo stesso eccezionale.
Si tratta del diario che Giovanni Fontana sta tenendo quotidianamente da quando ha deciso di mollare la vita più o meno tranquilla di toscanaccio residente a Roma e di andare in Palestina a fare il volontario, per occuparsi soprattutto dei bambini palestinesi insegnandogli nuovi giochi e un po’ d’italiano.
Da quando è partito il suo blog è tra quelli che leggo con maggiore interesse, senza saltare una sola “puntata”.
Ogni tanto è bello scoprire di avere amici straordinari!
L'ultimo saluto di Roma e dei tifosi al Presidente Franco Sensi.
Qui alcune delle foto scattate stamattina.
Se ne è andato il Presidente che ha vissuto tutta la sua vita a fianco (ma sarebbe meglio dire per) la Roma. Con lui se ne va un pezzo della storia giallorossa: era nato infatti un anno prima della fondazione di quella che sarebbe diventata la A.S. Roma.
Sicuramente - insieme a Dino Viola - Franco Sensi è stato il migliore Presidente che la Roma abbia mai avuto. Sicuramente l'unico che osò sfidare apertamente lo strapotere delle "grandi" nel palazzo del calcio. Non a caso infatti, cominciò la sua presidenza cacciando Luciano Moggi dalla Roma.
Ci mancherà.
PS: qui un ricordo fotografico, e qui un bell'editoriale di Alessandro Vocalelli dal titolo"Ha lottato e vinto da grande".
Il meccanismo della leggenda metropolitana è abbastanza semplice: una vicenda chiaramente inverosimile che passa di bocca in bocca avvalorata dalla precisazione: “è successo davvero, me lo ha detto l’amico di un amico di un amico …!”
Ad esempio c’è quella delle ragazze bionde sparite nel camerino di un negozio romano e vendute alla tratta delle bianche, oppure l’altra dei “segni” che gli zingari metterebbero sulle porte degli appartamenti, oppure del motociclista che, rialzatosi dopo un incidente, si sfila il casco e la sua testa si apre in due.
Ma, sicuramente, una delle più famose è quella degli amanti che arrivano al pronto soccorso “incastrati” durante un rapporto … fantasioso.
Su tutte queste io sono sempre molto scettico, tanto da avere tra i preferiti il sito “antibufala”, capace di individuare e spiegare perché le leggende non siano vere.
Qui però sono costretto ad arrendermi: il video “parla” chiaro!
I tifosi di calcio sanno bene che non sempre “rigore” si identifica con gol e vittoria. Il rigore si può sbagliare, ed allora l’amarezza è forte.
Spesso poi un rigore sbagliato o parato si traduce in una sconfitta per chi ne ha beneficiato.
Chi lo sa se i nostri governanti di destra (e i cittadini … “benpensanti” che li appoggiano) queste cose le sanno e le pensano, dopo il vergognoso fatto successo ieri a Roma.
In mezzo a tante notizie drammatiche che inducono al pessimismo, ho scelto due good news che io non sottovaluterei, se non altro perché potrebbero rappresentare il segnale che in Italia non tutto è perduto.
La prima riguarda la contestazione a Briatore & seguito (Emilio Fede compreso), accolti durante lo “sbarco a Capriccioli” in Sardegna al grido di “Cafoni, tornatevene a casa”.
La seconda notizia è invece quella del licenziamento di Fabrizio Corona da parte della produzione del film «Tieni a me», in cui avrebbe interpretato l’ispettore Tosi.
Sarà il caldo di ferragosto, oppure c’è qualcuno che comincia finalmente a stancarsi di stare “così in basso”?
E’ il giorno. Per me e per altri è il giorno di “Turn off Pechino”. E’ il momento di dare un piccolo segnale contro le contraddizioni di questi Giochi e di questa politica (tutti inclusi).
Non ripeto le motivazioni dell’iniziativa Turn Off Pechino: sono ben chiare sul sito.
Se vi va, leggetevi in più il post su Pennarossa, e l’invito che Ivan Scalfarotto fa sul suo blog “Nell'attesa che lo spirito olimpico si riprenda dalla botta venendo da queste parti nel 2012, ho deciso di esprimere concretamente tutta la mia disapprovazione rinnovando, in coincidenza con l'apertura dei giochi, l'iscrizione ad Amnesty International.”
Sono stato invitato da Fioredicampo a "indicare le tre cose di questa nostra Italietta che ritengo disgustose, vergognose, che mi fanno venir voglia di urlare il mio disprezzo e pensare che sarebbe meglio vivere da un'altra parte". Eccole:
Prima “schifezza”: L’assoluta mancanza di senso civico (ma forse basterebbe chiamarla “educazione”) di molti italiani. L’egoismo che porta queste persone a parcheggiare in doppia o tripla fila (con la macchina rigorosamente chiusa a chiave) lasciando il malcapitato di turno ad aspettare mezz’ore intere e mostrandosi pure incazzato se si azzarda a protestare. Che butta carte e fazzoletti per strada (con il cestino a 5 metri) salvo poi lamentarsi col Comune per la città sporca. Che tiene lo stereo (a casa o in macchina) a tutto volume e a qualunque ora, convintissimo che la “sua” musica sia la migliore in assoluto e che quindi faccia piacere ascoltarla a tutto il quartiere. Che negli uffici tiene tutte le luci accese anche a mezzogiorno d’agosto, il condizionatore a palla e le finestre aperte, ma poi si lamenta per il buco dell’ozono e con l’India perché si è messa anche lei a consumare petrolio.
Basta … ?
Seconda “schifezza”: La televisione ed i suoi programmi: dai telegiornali a tutti i programmi che regalano “euri” come se non fosse una fatica – per gli altri comuni mortali – guadagnarseli. E naturalmente tutta la programmazione trash che insegna solo ad essere belli, furbi ed egoisti
Terza “schifezza”: tutti i politici (e la Chiesa complice e compiacente), che si ergono difensori della famiglia o del “buon costume”, ma poi nella vita hanno due o tre mogli, le tradiscono con le veline di turno, mettono su o approvano le televisioni dove anche l’esperta di cucina deve essere semi-nuda e scosciata, si scandalizzano per le coppie di fatto e per i gay, ma magari fanno le orge senza curarsi del sesso del partner. E con loro (i politici) metto anche tutti gli elettori “cattolici” che li votano.
Inutile tentare di dire qualcosa quando le tue impressioni sono già state scritte in maniera così chiara da Miriam Mafai oggi su Repubblica.
Quella di ieri è stata veramente una brutta giornata per il PD, che alla Camera, sul caso Englaro, ha scelto di non pronunciarsi.
Ma la cosa che maggiormente mi ha irritato è stata la dichiarazione di unità da parte del PD, quella che Chiara Lalli ha chiamato (e sono d’accordo con lei) “La ripugnante unità del PD su Eluana Englaro”.
Forse, in vista anche del tesseramento del PD che inizierà il 10 settembre prossimo, sarebbe il caso di rovesciare e riproporre in nuova versione la tanto abusata frase di John Kennedy:
“Non chiedetevi cosa noi militanti possiamo fare per il PD, ma cosa voi dirigenti potete fare per il nuovo partito”.