
Faccio parte della tribu' di Pennarossa ... ma ogni tanto vengo qui a meditare nella mia capanna tibetana.
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Metti che Zoro incontra Ivan ...
Metti una delle prime serate primaverili a Roma; trova un posto carino, giovane e movimentato come la Fonderia delle Arti; fai incontrare tre candidati "nuovi" del PD che hanno voglia di cambiare le cose; lascia libero di esprimersi un genio dell'autoironia di sinistra come Diego Bianchi alias "Zoro" ... e avrai creato una ricetta vincente per non annoiare un gruppo di persone attorno al tema della politica e delle prossime elezioni.
La serata di ieri sera può essere sintetizzata così.
L'occasione era la presentazione delle candidature di Corrado Truffi al IX Municipio di Roma, di Massimiliano Baldini al Comune di Roma e di Ivan Scalfarotto alla Camera dei Deputati, tutti naturalmente sotto il simbolo del PD.
Come aperitivo della serata - dopo quello "vero" a base di salatini, olivette e bevande varie - è stato proiettato il video di Diego Bianchi: "Tolleranza Zoro", che secondo me dovrebbe essere acquisito dall'Enciclopedia Treccani, così com'è, sotto la voce "Storia del Partito comunista, dalla nascita fino ai nostri giorni".
Diego poi ha raccontato - alla sua maniera - dei suoi rapporti con alcuni candidati, sempre alla ricerca di video promozionali originali ma sempre timorosi, alla fine, di uscire dagli standard istituzionali. In fondo niente di nuovo: quella del timore della novità è una storia che noi blogger ben conosciamo.
Gli interventi "seri" li ha aperti Corrado Truffi, spiegando come la sua decisione di candidarsi sia dipesa essenzialmente del desiderio di trasferire nel Municipio gli ideali per una città più vivibile, con un numero sempre crescente di piste ciclabili, con un sistema di partecipazione per i cittadini capace di informare e raccogliere al tempo stesso idee e proposte.
Massimiliano Baldini, che si presenta candidato al consiglio comunale di Roma, ha raccontato soprattutto la sua esperienza nella elaborazione del Piano Regolatore di Roma, approvato di recente dopo oltre 40 anni dal precedente. Anche lui, come Corrado, ha sottolineato molto la volontà di favorire una partecipazione sempre maggiore da parte dei cittadini nelle scelte della giunta comunale.
Per finire, Ivan ha approfondito il valore della "diversità", ricordando - ad esempio - come Zapatero sia riuscito ad emanare leggi innovative favorendo la presenza nel suo governo di un numero di donne pari a quello dei colleghi maschi. E' attraverso il confronto tra le diversità (di genere, di razza, di età, ...) che è possibile trovare soluzioni condivise che fanno crescere il livello civile di un Paese; lo scontro, al contrario, finisce solo per immobilizzare le posizioni.
Molti dei partecipanti si sono trasferiti alla fine in pizzeria. Al momento dei saluti, dopo gli spaghetti, il dolce e qualche bottiglia di Corvo Rosso, ci siamo dati appuntamento al comizio conclusivo di Veltroni anche se, probabilmente, l'augurio vero è di ritrovarci tutti insieme la sera del 15 aprile.
Chi lo sa, forse Diego potrebbe avere quella sera l'ispirazione per girare la prima puntata di un nuovo bellissimo video.
Per ora però il titolo non lo diciamo ...
PS: le foto della serata le trovate qui.
Un Mc Donald val bene ...
Riflettendo su Cina e diritti (negati), e leggendo alcune prese di posizioni contrarie ad ogni forma di boicottaggio, ho l’impressione che in nome della globalizzazione si stia perdendo il senso delle cose e della democrazia.
Tutto viene valutato infatti sulla capacità o meno che un Paese ha di “entrare” nei meccanismi economici che ormai regolano le nostre società, lasciando in secondo piano valori che fino a qualche decennio fa erano invece i parametri utili per valutare il grado di democrazia di una nazione.
Quando sento certe risposte sulle varie forme di boicottaggio alla Cina, mi viene in mente il ritornello che si sentiva ai tempi del primo Governo Berlusconi: “lasciamolo lavorare!”. Oppure – se si potesse fare dell’ironia su una tragedia simile – si potrebbe riprendere la famosa scenetta di Totò :”voglio proprio vedere questo scemo dove vuole arrivare”.
Con la scusa di non ostacolare il processo democratico (?) della Cina si sta legittimando la repressione di quel governo, che non riguarda solo il Tibet, ma una infinità di diritti.
Io invece credo che l’unica vera discussione che si dovrebbe fare è su “quale” forma di boicottaggio o mobilitazione attuare per mettere pressione al Governo Cinese.
Noi di Pennarossa abbiamo proposto Turn Off Pechino, Vittorio Zambardino rivolge un appello ai giornalisti ("giocatevi l'accredito"), ma sono decine e decine le varie forme di boicottaggio o di sensibilizzazione che sono state avanzate.
Insomma: qualunque protesta è meritoria, purché si faccia qualcosa.
Fare finta di niente significa veramente “vendere” l’ultimo scampolo di anima che abbiamo al “mercato”.
Probabilmente avremo un Mc Donald in più a Pechino, ma una tonnellata di diritti in meno.
Silenzio: parlano i numeri.
Un ponte da costruire.
Nel suo ultimo libro “Contro Giuliano”, Adriano Sofri rivolge a Ferrara una frase che mi ha fatto particolarmente riflettere: “… tuttavia, anche se avessi ragione, hai torto. Perché hai eccitato e guadagnato applausi di una parte e rabbia di un’altra. Le parti sono rimaste quelle di prima: solo più distanti e più impazienti”.
Quello dello scontro radicalizzato è il metodo standard attuato nel nostro Paese da almeno 15 anni. Ogni qualvolta si manifestano posizioni diverse (in campo economico, sociale, politico) le stesse si irrigidiscono chiudendo ermeticamente il proprio pensiero rispetto a quelle che sono le ragioni dell’altro.
La conclusione, in una situazione in cui il Paese è rigorosamente diviso in due, è il totale immobilismo, o al massimo la realizzazione di qualcosa di episodico a seconda se in quel momento si verificano o meno favorevoli congiunzioni astrali.
E’ tenendo presente questo quadro – e con l’aiuto della frase di Sofri - che secondo me va interpretata la scelta del PD e di Veltroni di cercare un dialogo tra parti apparentemente distanti.
Quelle che molti definiscono “figurine” (imprenditori e operai, cattolici e atei, … ) rappresentano invece la ricerca di sintesi, una sorta di estensione di ciò che è stato definito il “pensiero-ponte”: “unire ciò che è separato, costruire connessioni fra punti irrelati, superare ostacoli materiali e culturali: il “ponte” assolve a queste funzioni, ovvero avvicina ciò che è distante, rende relato ciò che è diverso, connette polarità attraverso la mediazione. (…) Il pensare-ponte implica dunque la capacità di muoversi fra due polarità, passando attraverso punti mediani. Implica il saper decodificare linguaggi differenti e utilizzare più forme”.
L’alternativa sono le tribune urlate, l’aggrapparsi ad antiche ideologie che fanno riferimenti a schemi ormai lontani e non più presenti nella nostra società.
Ideologie sempre suggestive, ma inesorabilmente sterili.
Pillole.
Un’ po’ di stanchezza e un imprevisto blackout del mio provider hanno impedito l’aggiornamento del blog, per cui mi trovo costretto a riportare in pillole alcune riflessioni dei giorni scorsi.
Il 16 marzo sono ricorsi trenta anni dalla strage di Via Fani. Di Aldo Moro tornerò sicuramente a parlare, magari all’anniversario della sua uccisione, ma ora voglio ricordare soprattutto gli uomini della scorta: Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Francesco Zizzi, Giulio Rivera e Raffaele Iozzino.
Il maresciallo Leonardi lo avevo conosciuto all’università, quando accompagnava “il professore” alle lezioni. Aveva una cinquantina di anni e quindi poteva essere nostro padre, eppure si comportava con noi studenti come un fratello, scherzava e ci dava consigli. Niente di più lontano dalla testa di cuoio che le BR hanno voluto fare credere di avere ucciso, diverso anche dalle guardie del corpo che siamo abituati a vedere oggi, con l’auricolare e lo sguardo duro.
Quando vidi le foto del suo corpo massacrato dai proiettili capii che le BR non avrebbero mai vinto (e soprattutto convinto noi giovani).
Sabato sono andato in giro per Roma a cercare “foto”. C’era Italia Scozia di Rugby e si sa che i tifosi scozzesi nelle trasferte sportive sono particolarmente ... "colorati".
In centro invece mi sono imbattuto in lei. Non so come definire la foto che le ho scattato al volo: sicuramente trasmette disagio e imbarazzo, forse perché il suo gesto mi ricorda lontanamente l’Urlo di Munch.
Al Flaminio poi gran bella festa per la partita di Rugby. Sono sempre più convinto che bisognerebbe “obbligare” i ragazzi ad assistere ad eventi del genere. Tifosi mischiati tra di loro che si scambiano baci e abbracci, che cantano insieme gli inni nazionali e si offrono da bere (tanto).
Penso a come sarebbe bello se si potesse esportare questo modo di vivere una sfida sportiva anche nel calcio e – perché no – nella politica.
E proprio in tema di scontri ideologici, mi piace riportare infine una delle frasi con le quali Adriano Sofri si rivolge a Giuliano Ferrara nel suo ultimo libro “Contro Giuliano”: “… tuttavia, anche se avessi ragione, hai torto. Perché hai eccitato e guadagnato applausi di una parte e rabbia di un’altra. Le parti sono rimaste quelle di prima: solo più distanti e più impazienti”.
Una battuta del ciufolo.
Ancora una volta Silvio non è stato capito: nonostante la profondità del ragionamento quasi tutti hanno liquidato la sua frase sul precariato ("... sposi un milionario, magari mio figlio Piersilvio") stigmatizzandola senza appello.
"E´ lontanissimo dai giovani" ha detto Veltroni; "è allarmante e indicativa di una cultura che propone ai giovani una realizzazione sempre fuori dalle loro condizioni di vita" ha sentenziato Bertinotti.
Povero Cavaliere, lui che invece ha un animo così tenero da vedere il mondo con gli occhi ingenui di un bambino ancora immerso nel mondo delle favole. Si, perché come tutti sanno le favole rappresentano spesso la chiave di lettura dei problemi del mondo, e racchiudono esse stesse la soluzione.
Ecco quindi il "Decreto Cenerentola" risolvere il problema dei precari. Nei primi 100 giorni di Governo, Berlusconi e Ciarrapico emaneranno una legge con la quale verrà imposto a tutti i ricchi del Bel Paese (novelli Principi azzurri) di sposare le precarie dei call center e le disoccupate.
Verosimilmente poi, prendendo spunto dal Pifferaio Magico, avremo inevitabilmente il "Decreto del Ciufolo" per liberare la Campania da topi, topini, ratti e rattoni (cominciamo intanto da lì: per la mondezza pare che neanche i fratelli Grimm siano stati in grado di immaginare una soluzione).
Si potrebbe andare avanti, perché è noto che le favole sono infinite e rappresentano le mille situazioni della vita di tutti i giorni.
Continuando a pensare a Silvio & C., mi vengono in mente Alì Babà e i quaranta ladroni, Pinocchio … e poi mi viene in mente soprattutto Il re è nudo.
Chissà perché?
AGGIORNAMENTO: Scaricabile qui l'istanza di matrimonio da inviare a Piersilvio!
Chiariamo ...
Che Ciarrapico sia un problema del cosiddetto Popolo della Libertà credo sia un dato incontrovertibile, anche se mi diverto un mondo nel sentire Fini che pronuncia parole di fuoco contro il saluto romano del Ciarra e le sue dichiarazione di fedeltà al fascismo.
Chissà che faccia farebbe Almirante se si risvegliasse un attimo e ascoltasse quello che dice il suo delfino Gianfranco.
Ma il mondo è ormai da tempo che si è “rivoltato” e nulla deve più stupirci.
Però una cosa va chiarita. Nel curriculum di Ciarrapico che i giornali stanno doverosamente riportando in questi giorni c’è scritto che egli è stato anche Presidente della Roma.
Purtroppo è vero, e non possiamo negare quelle che sono state tra le pagine più oscure della gloriosa storia giallorosa.
Però chiariamo: come Presidente noi romanisti (a parte una sparuta frangia politicizzata di destra) non l’abbiamo mai amato né riconosciuto.
Erano i tempo in cui il “nostro”, nato come molti sanno a Fiuggi, era soprannominato “il re delle acque minerali”.
Beh … allo Stadio Olimpico lo striscione più benevolo nei suoi confronti diceva: “Ciarrapico burino, a noi ce piace er vino”.
Ottomarzo '08


Centenario della Festa della Donna a Roma, Piazza Navona. Altre foto qui.
Crisi Mistica?
GALACTICOS!


Santiago Bernabeu, 5 marzo 2008
Grazie Roma
che ci fai piangere e abbracciarci ancora
Grazie Roma
Grazie Roma
che ci fai vivere e sentire ancora
una persona nuova
Le foto dell'impresa: qui ... e qui.
Probabilmente la migliore partita (calcisticamente parlando) della Roma di tutti i tempi. Come ... "emozioni", superata solamente da Roma - Parma (3° scudetto) e Genoa - Roma (2° scudetto). Voi che dite?