
Faccio parte della tribu' di Pennarossa ... ma ogni tanto vengo qui a meditare nella mia capanna tibetana.
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Happy New Year. Let's hope it's a good one. Without any fear.
War is over, if you want it. War is over now (John Lennon)
"In realtà temiamo il domani solo perché non sappiamo costruire il presente, e quando non sappiamo costruire il presente ci illudiamo che saremo capaci di farlo domani, e rimaniamo fregati, perché domani finisce sempre per diventare oggi.
... costruire ora, qualcosa, ad ogni costo, con tutte le nostre forze. Scalare passo dopo passo il proprio Everest personale, e farlo in modo tale che ogni passo sia un pezzetto di etenità.
Ecco a cosa serve il futuro: a costruire il presente con veri progetti di vita"
(da: "L'eleganza del riccio" di Mauriel Barbery - Ed. e/o)
Araki e le donne.

Tra un panettone, un pandoro e altre fatiche gastronomiche, mi sono concesso in queste feste due eventi in apparente contrasto tra loro: la mostra fotografica Araki Gold e il film “L’amore al tempo del colera” (del quale parlerò probabilmente in un altro post).
Araki Gold è la mostra dedicata all’artista-fotografo giapponese Nobuyoshi Araki, allestita a Roma, nella sede espositiva di Palazzo Fontana di Trevi.
Tra ritratti in B&N e a colori, spiccano 50 fotografie dalla serie Color Rays, gli immancabili Flowers e ben 5000 Polaroid, esposte una accanto all’altro a tappezzare intere pareti delle sale. Il visitatore rimane affascinato da questo immenso mosaico indistinto. Occorre avvicinarsi molto per cominciare a distinguere i soggetti delle singole polaroid: volti, paesaggi cittadini, donne nude (in tutte le pose).
Ma le foto più discusse sono senz’altro quelle dei nudi “bondage”: grandi foto a colori dove le donne sono legate o addirittura “appese” nelle più disparate ambientazioni (alberi, letti, pavimento, …).
Mentre su alcuni “nudi classici” non posso che dare giudizi positivi, per molte altre foto sono rimasto interdetto e mi sono chiesto: dove è il confine tra pornografia e “arte”?
Chiariamoci: non voglio fare un processo alla pornografia. Io credo che ognuno nel suo privato è libero di fare quello che crede, fino a quando non condiziona altri o commette reati. E non posso certo essere io – che “ho fatto il militare a Cremona” … parafrasando Totò – a spacciarmi per moralista. Però la domanda me la sono fatta: chi decide se una foto è pornografica?
Senza dubbio, ho pensato, il luogo e il contesto. La stessa foto in una rivista per soli uomini sarà giudicata diversamente da quella esposta nelle prestigiose sale di Palazzo Fontana di Trevi.
Per capirne di più sono andato comunque a leggere qualcosa su Nobuyoshi Araki, e ho trovato definizioni quale “poeta dell’erotismo”, “pornografia filosofica-esistenziale”, “maestro giapponese dello sguardo”, e lunghi approfondimenti sulla delicatezza nei visi e negli sguardi delle modelle, a compensare il loro apparente status di oggetto-sottomesso.
Non so. “Arte” o “non arte”, ho l’impressione che le donne non apprezzino il modo in cui vengono rappresentate. Ed infatti, nel registro posto all’ingresso, spiccava un commento femminile che liquidava senza appello quelle foto come pornografia.
Voi invece (soprattutto voi donne) che ne pensate?
PS: Chi non conosce lo “stile” di Nobuyoshi Araki può andare sul suo sito ufficiale e vedere alcune delle foto esposte (le annunciatrici della TV direbbero: “foto adatte ad un pubblico adulto”).
Incatenato!

Questa volta la tanto indesiderata e temuta “catena” arriva a proposito. Avevo preparato un post politico per la Capanna Tibetana, ma poi abbiamo deciso di pubblicarlo su Pennarossa.
Chi ha voglia di farsi del male e polemizzare sul PD, il Registro delle Unioni Civili a Roma, la Binetti e la laicità, può andare lì.
Stavo quindi pensando a cosa inventarmi di nuovo (superstizione, miracoli, auguri per il 2008) quando vengo a sapere che Fioredicampo mi ha “incatenato”. Questa volta aderisco, anche se buona parte dei blog che citerò non potranno continuare la catena.
Innanzi tutto le regole del giochino, che sono solo quattro e sono semplici:
In primis partecipare solo se si è stati nominati.
Poi lasciare un link al post originario inglese.
Quindi inserire nel post il logo del Thinking blog award.
Infine indicare i 5 blog che hanno la capacità di farti pensare.
Esclusa necessariamente Fioredicampo mi vengono in mente:
le Bambine Cattive: per la loro freschezza e genuinità. Riescono a raccontare senza veli tutti i loro problemi e le loro gioie, le insicurezze e le ambizioni. Ormai nella blogosfera sono le mie nipoti preferite.
La Trudy: all’inizio ci ha fatto conoscere l’amore comune che abbiamo per gli animali, ma poi la sua curiosità ed entusiasmo ci ha portato a dibattere e confrontarci su un nuovo modo di vedere la politica.
La Torre di Babele: è il blog di Pino Scaccia. Dovunque vada per i suoi servizi (Afghanistan o Napoli) riporta nel suo blog le sensazioni e le emozioni che l’evento suscita “dentro”. Grazie alle sue foto e alle sue riflessioni non si può non "pensare".
iMille: è il blog del movimento politico nel quel mi riconosco. Chiunque vi scriva riesce a farlo da angolazioni originali e mai scontate.
Comicomix: oltre a fare riflettere, con la “scusa” delle vignette gli amici di Comicomix spesso graffiano sugli argomenti più scottanti del momento. Ma la cosa veramente bella di questo blog è che lascia sempre tutti con un sorriso.
Ce ne sarebbero tanti altri … sarà per la prossima volta.
Acquario ascendente scettico.

Mi ero ripromesso di ignorarli, di non prenderne più il discorso, illudendomi forse che il tempo avrebbe aiutato la mia causa a favore della ragione. Ma è inutile, con l’avvicinarsi del nuovo anno tornano inesorabili, e con essi la sete da parte di molti di conoscere quello che li aspetterà nei prossimi mesi.
Quella mia contro gli oroscopi e l’astrologia è una battaglia personale che combatto da quando mi illudo di avere il dono dell’intelletto.
Capisco subito se il mio interlocutore è uno “di quelli”. Bastano 10 minuti e mi arriva inesorabile la domanda: “Tu di che segno sei?”. Puntualmente non dico mai la verità, ma qualunque sia la mia risposta il viso di chi mi sta davanti si illumina progressivamente fino ad esclamare compiaciuto: “Non poteva essere altrimenti!”. A quel punto i più accaniti mi cominciano a parlare di Feng Shui, dei Fiori di Bach e mi raccontano che hanno in camera da letto un enorme minerale che serve a tenere lontane le malattie e a trasmettere energia.
Il fatto è che non sono mai riuscito a capire come si possano “inscatolare” sei miliardi e mezzo di persone (dell’oroscopo sui gatti ne parliamo un’altra volta) in dodici categorie quali sono i segni zodiacali.
Già vedo il sorrisino degli esperti: “l’Ascendente!”. Ma certo, dimenticavo l’ascendente: quell’artificio, creato apposta per gli inguaribili scettici come me, che serve a dimostrare che tutti gli Scorpioni del mondo non sono in fondo uguali perché … dipende dall’ascendente.
Che poi, diciamo la verità, farebbe pure comodo se vivessimo in una società regolata secondo la legge degli astri e dell’oroscopo. Già mi vedo: ore 7.30, faccio colazione con la mia bella divisa azzurra dell’Acquario ed in testa il cappellino con le corna (sono ascendente Toro).
In TV Branko anticipa la mia giornata: ”Cari amici dell’Acquario, oggi per voi sarà una giornata favolosa. Appena usciti una bellissima donna del Leone vi chiederà un passaggio e nascerà una storia d’amore. In ufficio il vostro capo vi concederà il sospirato aumento, …”.
Così esco, mi faccio rimorchiare dalla bellissima Leonessa che ha saputo da Branko che mi deve chiedere un passaggio (ho la divisa e quindi può riconoscermi), mi metto d’accordo per una seratina romantica e poi vado direttamente in ufficio a ritirare la notifica dell’aumento … Tutto tranquillo, tutto programmato, niente stress.
Certo, visto che siamo in Italia dovremmo sempre combattere con i soliti furbi. Ve lo immaginate il giorno in cui Branko (con la Kappa … mi raccomando!) annuncia che gli uomini dell’Acquario avranno una notte d’amore con la sosia di Nicole Kidman? Milioni di individui usciranno da casa con la divisa azzurra! Berlusconi finalmente sorridente come non mai e Bondi costretto ad impiegare tutta la sua intelligenza (si fa per dire) per fare capire al Cavaliere che non si tratta dei fans entusiasti per il suo nuovo partito.
Ma lasciamo perdere la fantascienza e torniamo alla realtà. Una cosa che mi chiedo spesso è perché la gente, quando due persone si lasciano, spiega che la separazione era inevitabile considerata l’incompatibilità dei loro segni. Ma diteglielo prima! Impedite il matrimonio!
Ecco, io mi auguro che in futuro lo Stato intervenga su questo aspetto. Per esempio ... che ne so? Articolo 1 dei Pacs/Dico/Cus: “Sono ammesse le unioni Gay ma solo tra segni zodiacali in armonia tra loro”. E via una chiara e dettagliata tabella esplicativa con le percentuali di compatibilità, i SI e i NO.
Invece di perdere tempo con Riforme elettorali, laicità, Welfare, perché Veltroni non lo comincia ad inserire almeno nello statuto del PD?!
P.S.: Dimenticavo. Naturalmente non sono dell’Acquario … ed infatti la bellissima donna del Leone non l’ho mai incontrata.
Questo post è stato pubblicato su un blog amico un paio di anni fa, quando ancora non immaginavo di averne un giorno uno tutto mio. C’è chi ultimamente mi ha fatto capire che è ancora attuale, per cui ho deciso di ri-postarlo sulla Capanna.
Una mattina con il Dalai Lama. 

Stamattina ero qui: all'Auditorium di Roma per l'incontro che il Dalai Lama ha avuto con i ragazzi romani.
Ero un fotografo "imbucato". Quando mi hanno chiesto l'accredito e la testata per la quale lavoravo stavo per rispondere: "Cavalli e Segugi".
Dei "contenuti" e di quello che abbiamo fatto ne parleremo su Pennarossa e su Turn Off Pechino.
Io mi limito a rimandarvi alle foto.
PS: naturalmente l'invito l'avevo, ma con Nikoletta a tracolla mi hanno scambiato per un paparazzo!
Un anno dopo. 
Copertina di "Dilemmi della bioetica" (particolare)
Il prossimo 20 dicembre ricorrerà l’anniversario della morte di Piergiorgio Welby.
Un anno fa, i temi per i quali Piergiorgio aveva intrapreso la sua battaglia erano sulle prime pagine di tutti i media, mentre oggi sembrano dimenticati, segno che gli “antagonisti” sono riusciti ad inibire ogni tentativo di discussione sulle questioni “eticamente sensibili”. Non c’è più traccia del testamento biologico, i DICO (già brutta copia dei PACS), sono mutati in CUS e riposti in qualche archivio polveroso della Commissione Giustizia. Stessa sorte è toccata alla nuova legge sulla libertà religiosa e al dibattito sull’eutanasia.
Di questo si è parlato alcuni giorni fa a Roma, in occasione della presentazione del libro “Dilemmi della Bioetica” di Chiara Lalli.
Oltre all’autrice hanno partecipato Mina Welby, Raffaele Carcano (Segretario UAAR) e Gilberto Corbellini (Professore ordinario di Bioetica e Storia della Medicina alla “Sapienza”).
Mina ha ricordato soprattutto la lotta e la caparbietà di Piergiorgio per l’approvazione di una legge sul testamento biologico. Egli rivendicava un diritto, non elemosinava una concessione, e voleva farlo pubblicamente senza ricorrere alla soluzione più usata dell’eutanasia clandestina.
Ma Welby non voleva solo questo: si batteva anche per il diritto di voto ai disabili, chiedeva per loro la “libertà di parola” (da permettere attraverso l’uso distribuito di tecnologie), auspicava maggiore risorse a favore della “terapia del dolore”.
Circa la bioetica (tema che molti considerano troppo “tecnico”), Chiara Lalli ha spiegato che in fondo essa riguarda la vita quotidiana di tutti noi, dalla fecondazione eterologa fino alla decisione di fine vita, passando per tanti altri momenti, dove dovrebbe essere naturale potere scegliere, sulla base di concetti che dovrebbero essere ovvi e condivisi da tutti, indipendentemente dall’orientamento politico o religioso: “rivendicare una libertà non significa imporre la stessa agli altri; diverse opzioni non intaccano necessariamente le altre”.
Raffaele Carcano ha parlato delle “strategie” da adottare per continuare le battaglie di Welby.
Il nodo essenziale da affrontare è la contrapposizione tra una bioetica cattolica e una bioetica laica.
Nel suo libro Chiara cerca di spiegare come sia assurda tale contrapposizione: “Non credo che esista una bioetica laica e una bioetica cattolica. […] Esiste una bioetica sostenuta da valide ragioni. Punto”.
Il concetto può benissimo essere esteso alla “laicità”, che dovrebbe rappresentare la sintesi tra diversi pensieri, e non simbolo di opposizione all’ingerenza ecclesiastica. Nel nostro Paese ciò non avviene: attraverso uno stravolgimento terminologico si è arrivati a demonizzare la laicità, rivendicando la supremazia della morale cattolica. Quello che potrebbe essere un sereno dibattito tra visioni differenti, in Italia è bloccato soprattutto dalla classe politica che non vuole osteggiare la gerarchia ecclesiastica per problemi di voto.
In una situazione così ingessata è importante divulgare informazione.
In questo senso “Dilemmi della Bioetica” è come una “cassetta degli attrezzi” per le discussioni di tutti i giorni.
Gilberto Corbellini (che tra le altre cose scrisse di eutanasia nel 1990 sulla Treccani) ha cercato soprattutto di individuare la migliore metodologia per riuscire ad arginare l’offensiva clerico-conservatrice.
Tra citazioni importanti (psicologia evoluzionista, Scott Gilbert, …), Corbellini ha affermato che occorre innanzi tutto non cadere nella trappola di chi dice che la morale naturale si identifica in quella religiosa. A queste considerazioni dobbiamo contrapporre argomenti logici e razionali. E’ importante al riguardo l’informazione scientifica ed è essenziale riuscire a formare professori di bioetica fuori dall’ambiente cattolico, visto che la maggior parte di essi provengono proprio da quel versante.
Inquietante infine, per Corbellini, il modo in cui il Papa ha attaccato la scienza nell’ultima sua enciclica “Spe salvi”. Questo, senza che un solo scienziato abbia sentito il dovere di controbattere.
“Il problema non è il Papa che fa il Papa, ma il fatto che nessuno osa rispondere al Papa”.
Mi sa tanto che ha colto nel segno!
Il Grande Passo 2. 
Vi presento Nikoletta!
Spero con questa immagine di avere tranquillizato le persone che si erano preoccupate.
Non ci crederete, ma come ho scritto in un commento nel post precedente, ho anche ricevuto una telefonata allarmata (da una persona che non sentivo da mesi).
E' stata una bella occasione per riprendere un contatto che si era interrotto.
Buone foto a tutti!
Il Grande Passo. 
Si legge spesso che alcune tra le notizie più importanti, ed anche “delicate”, vengono ormai date attraverso gli sms.
Mi sembra naturale quindi comunicare “via blog” l’evento clou della mia vita privata degli ultimi anni.
Quando si raggiunge un’età “matura” (come la mia) si dovrebbe essere ormai capaci di resistere alle tentazioni, ma si corre anche il rischio opposto: quello di non volere rinunciare alle ultime occasioni ghiotte che la vita offre.
Probabilmente per me è valsa più la seconda condizione, perché alla fine ho fatto quello che in tanti anni di vita di coppia (fidanzate prima e moglie poi) non avevo mai osato.
A dire il vero ne avevo già avute delle altre, ma sempre “cosette” non serie. Mi servivano soprattutto per divertirmi, per avere “qualcuna” con cui andare in giro.
Finchè un giorno, circa due mesi fa, le nostre strade si sono incrociate. Dire che è bella è poco: appena l’ho vista sono rimasto come incantato. In fondo, una così, era da sempre che la sognavo.
Ma a me non interessava soltanto l’aspetto estetico. Se dovevo fare il grande passo dovevo anche capire come era “dentro”, se veramente potevamo stare bene insieme.
Beh, sarà stata l’infatuazione, ma io di negativo non riuscivo a trovare traccia. Più la “studiavo”, e più scoprivo dei pregi. La sua sensibilità non l’avevo riscontrata in nessuna altra, aveva la capacità di inquadrare immediatamente una persona, e soprattutto non si stancava mai, a differenza delle altre che dopo alcune “ore di fuoco” si arrendevano alla mia insaziabile voglia, totalmente scariche.
Insomma: ora siamo insieme, e la cosa più importante è che ho avuto il coraggio di dirlo a casa. Credo che i prossimi anni li passerò con lei, e non guarderò nessuna altra.
PS: Forse mi verrà anche il coraggio di mettere una sua foto … non so.
La nostra (bella) favola.


Carlo (Comicomix) e Marina Bellini
Per ora abbiamo visto solo la copertina, ma l’emozione è stata ugualmente forte, perché questo significa la realizzazione di un progetto che all’inizio sembrava impossibile.
Verso gennaio di quest’anno Comicomix aveva lanciato timidamente un’idea, Marina Bellini (di Più Blog … ma è riduttivo perché Marina non è solo questo) questa idea l’aveva subito adottata, e molti di noi l’avevano rilanciata.
Si trattava di raccogliere favole inedite scritte da noi blogger per farne un libro, il cui ricavato sarebbe andato a favore dell'Associazione Italiana per la lotta al Neuroblastoma.
Va sottolineato che si trattava del primo progetto collettivo e mirato nella blogosfera per raccogliere fondi a favore della scienza. Per fare il libro però, oltre alla fantasia ed alla disponibilità dei blogger, serviva un editore che si prendesse carico della “produzione” del libro. E qui è intervenuta la sensibilità della casa editrice Sinnos che si è dichiarata disponibile ad entrare nell’iniziativa.
Quello che è successo dopo molti lo sanno: numerosi blog hanno pubblicizzato il progetto (inizialmente chiamato “Raccontami una storia”) e più di 50 hanno scritto favole.
Ieri a Più Libri Più Blog si è parlato di tante cose interessanti e dell’intreccio editoria-blogosfera. Ma per me (e per Comicomix) il momento veramente emozionante è stato quando Della Passatelli (della Sinnos) ha mostrato la copertina del libro con il titolo definitivo: La Favola Rotonda.
Poi Carlo (Comicomix), ha spiegato il perché del suo impegno nell’associazione per la lotta al Neuroblastoma, e lì ho avuto la fortuna di vedere e conoscere dal vivo quei “sorrisi” che Comicomix regala a tutti nei suoi post e nei commenti che lascia in giro. Senza nulla togliere agli altri partecipanti di Più Blog Più Libri, il suo intervento è stato il momento più bello della serata.
Il libro uscirà a Marzo. Spero che la blogosfera, appena La Favola Rotonda sarà in vendita, dia l’ennesima dimostrazione di sensibilità. Vi assicuro che in questo caso ne vale la pena.
E come direbbe Comicomix: "un sorriso a tutti".
Più Libri Più Liberi.


Primo pomeriggio a Più Libri Più Liberi.
Oggi c’erano due appuntamenti. Il primo: “Blog e Politica” (con Mario Adinolfi, Giorgia Meloni e Gianmario Mariniello). Non è potuto venire il senatore Paolo Guzzanti, che probabilmente avrebbe alimentato il dibattito con qualche polemica in più.
Poi, a seguire, è stata la volta di Lino Banfi, che ha raccontato la sua vita da blogger, con qualche incursione sul prossimo film in uscita di Oronzo Canà.
Per adesso vi risparmio il resoconto dei due incontri. Vi dico solo (ma questo credo lo racconteremo su Pennarossa) che c’è stato alla fine un bellissimo incontro tra Banfi “Padre della Sposa” e la Tribù.
Domani ci sarà “Libri e Blog”. Verrà presentata la copertina e la bozza de “La favola Rotonda”, ma soprattutto sarà l’occasione per conoscere “dal vivo”Comicomix“…Scusate se é poco!
Domenica invece giornata piena al PiùBlogCamp.
Dimenticavo: le foto le trovate come al solito su http://www.flickr.com/photos/karltra/, mentre altri resoconti su Più Blog.