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sabato, 29 settembre 2007

Una chat per la democrazia.

Burma_1

Ho passato il mio pomeriggio sulla chat di un blogger birmano.

Anche se il regime tenta di oscurare le telecomunicazioni e internet, qualcuno resiste ed evidentemente qualche linea rimane attiva.

Nel blog  http://ko-htike.blogspot.com/ c’è un cbox che viene utilizzato da molti blogger (birmani e non) che si scambiano informazioni e trasmettono la loro solidarietà da ogni parte del mondo.

Oltre alle notizie in diretta (si parla di genitori e amici arrestati, di interruzioni dell’energia elettrica, di rumori di aerei a bassa quota), ci si organizza per le manifestazioni di domani (lì è ormai sera), ci si scambia informazioni su dove la rete è attiva o meno, si chiedono aggiornamenti sulla visita dell’inviato ONU Gambari.

C’è anche chi chiede come costruire una molotov, segno che la protesta “pacifica” da parte dei manifestanti tende ad assumere altri toni. E naturalmente c’è chi risponde linkando i siti con le istruzioni. Ma c’è anche chi raccomanda di non dare motivo alla giunta di ulteriori repressioni. "please do not adapt terrorism, Junta will have more excuses to shoot".

Molti messaggi sono scritti nei caratteri birmani, ma c’è chi si incarica di tradurli per renderli leggibili all’occidente. Ogni tanto poi viene riportato il sito dove è possibile scaricare i font per leggere direttamente anche quelli che altrimenti appaiono dei quadratini.

In tutti, un crescente odio nei confronti della Cina, colpevole di appoggiare il regime militare birmano: “Bloody Olimpic China” ; “boycott China Olympics”; “Everybody don't buy china goods”.

Da parte mia ho solo trasmesso la solidarietà dei blogger italiani e la notizia della crescente mobilitazione da parte di molte persone. Chi può, vada a trovare questi ragazzi: anche un messaggio da parte di ognuno di noi può non farli sentire soli e quindi aiutarli nella battaglia che stanno facendo per la democrazia.

Aggiornamento: è on line una petizione da inviare all'ONU per fermare la repressione in Birmania.

Postato da: kkarl a 16:57 | link | commenti (3)
blog, internet, birmania

giovedì, 27 settembre 2007

SORRISI.

aung_condo

Quello che mi ha sempre affascinato in una donna è il sorriso: mi colpisce prima ancora della bellezza o della avvenenza.

In questi ultimi giorni abbiamo visto più volte, soprattutto attraverso la rete, un sorriso che molti di noi non conoscevano: quello di Aung San Suu Kyi.

Aung, che ha ricevuto il Nobel per la pace nel 1991, combatte per la libertà nel suo Paese (il Myanmar ex Birmania) da più di 20 anni, ed è agli arresti domiciliari dal 1999. Oggi, a seguito delle crescenti manifestazioni contro il regime militare, si teme che Aung sia stata deportata.

Le ultime notizie provenienti dal Myanmar riferiscono che le vittime degli scontri di ieri e oggi sono nove, tra cui anche un giornalista giapponese.

Anche per questo sui blog e tramite sms sta “montando” la campagna : “una maglietta rossa per la Birmania”.

PS. Dimenticavo! Non tutti i sorrisi sono uguali, quindi fate attenzione: alcuni contengono sincerità, dolcezza, altri risultano evidentemente un semplice esercizio facciale.

Postato da: kkarl a 19:42 | link | commenti (9)
iniziative, diritti umani, birmania, partecipazione, myanmar, aung san

martedì, 25 settembre 2007

Qui ci serve Emergency!

peste1

Chi di voi ricorda i Promessi Sposi, soprattutto nei capitoli dove si parla della peste? Quando l’epidemia investe Milano sono in molti a negare la sua presenza, come a non volerne accettare l’idea. Per essi l’aumento dei morti era dovuto ad "arti venefiche, operazioni diaboliche, gente congiurata a sparger la peste, per mezzo di veleni contagiosi, di malìe".

Che la politica italiana sia ormai investita da una sorte di peste che sta contagiando buona parte degli elettori mi sembra cosa scontata.

Stupefacenti le analogie con quanto raccontato da Manzoni, a partire dall’indifferenza generale con la quale fino a poco tempo fa è stato trattato il malumore degli italiani. Inoltre abbiamo gli untori (i vari Grillo, Travaglio, ecc.) ed abbiamo persino un capientissimo lazzaretto dove portare i malati e curarli: Il Partito Democratico.

A voler essere buoni, c’è anche uno dei personaggi fondamentali dei Promessi Sposi: il cardinale Federigo Borromeo, l’unico ad essere salvato da Alessandro Manzoni in quanto - davanti all’incredulità degli altri - tenta isolato di fermare l’espansione del contagio:

"il cardinal Federigo, appena si riseppero i primi casi di mal contagioso, prescrisse, con lettera pastorale a’ parrochi, tra le altre cose, che ammonissero più e più volte i popoli dell’importanza e dell’obbligo stretto di rivelare ogni simile accidente, e di consegnar le robe infette o sospette".

In un casting ipotetico questo ruolo spetterebbe di diritto a Veltroni, considerato che qualche ammonimento ai suoi parroci mi risulta che il buon Walter lo abbia inviato, durante questa estenuante fase delle liste per le primarie. L’esito degli ammonimenti é però sotto gli occhi di tutti, con le liste che in molte regioni sono l’esatto contrario dei buoni propositi della vigilia, e con alcuni esponenti della maggioranza che fanno rischiare una pericolosa crisi di Governo.

Noi – che ancora vogliamo credere nel PD e nella “buona politica” - in questo romanzo virtuale ci sentiamo un po’ come i Padri Cappuccini, quelli cioè che accoglievano i malati nei lazzaretti incuranti del rischio di contagio; il risultato è che molti di loro finivano per morire anche se – ci spiega Manzoni - con "allegrezza".

Ecco, noi non vorremmo morire (politicamente, sia chiaro) con allegrezza. Ci piacerebbe guarire con serietà.

Ma probabilmente per questo non sono sufficienti le nostre forze: qui servirebbe Emergency!

Postato da: kkarl a 18:00 | link | commenti (3)
primarie, promessi sposi, veltroni, partito democratico, populismo

sabato, 22 settembre 2007

Lezione di dignità.

boliviaGw

foto dal sito http://www.deltadelpo.it/

Il ministro degli esteri boliviano, David Choquehuanca, ha fatto sapere che dal prossimo 1° dicembre i cittadini USA che vogliono recarsi in visita nel paese sudamericano dovranno essere in possesso di un visto d'ingresso sul passaporto. Non solo: dovranno pagare anche 134 dollari usa (lo stesso importo che sono costretti a pagare i boliviani per entrare negli USA). E poi tutta una serie di altre restrizioni, “copiate” volutamente dalla procedura statunitense adottata nei confronti dei boliviani: esibire all'ingresso in Bolivia il biglietto di andata e ritorno, un documento che certifichi gli eventuali precedenti penali e un certificato medico che confermi l'avvenuta vaccinazione contro la febbre gialla.

Non finisce qui: obbligo di presentare il voucher della prenotazione alberghiera, ovvero l’indirizzo di un amico o di un familiare al quale le autorità boliviane del Servicio de Migracion potranno fare domande per verificare la veridicità delle informazioni.

“E' una questione di reciprocità” dicono dalla sede dall'ambasciata boliviana in Italia.

Il presidente Evo Morales aveva già fatto sapere nel gennaio scorso che nonostante la Bolivia sia un Paese povero, ha la stessa dignità di ogni altro.

Una lezione che dovrebbe fare riflettere, soprattutto in questi giorni in cui si ripetono episodi di violenze inutili da parte dei poliziotti USA, senza che alcun governante europeo senta il dovere di alzare la voce per chiedere il rispetto dei diritti umani.

Notizia tratta da Peace Reporter.

Postato da: kkarl a 16:36 | link | commenti (14)
usa , diritti umani, dignità, bolivia

giovedì, 20 settembre 2007

Riapriamo a Wanda.

BordelloByLeeDurbin_1

“Addio Wanda” è il nome di un pamphlet con il quale Indro Montanelli salutò polemicamente l’abolizione delle case chiuse, avvenuta il 20 settembre 1958 con l’entrata in vigore della Legge Merlin. Da allora, il dibattito su come regolamentare la prostituzione non si è mai interrotto e sui “bordelli” (si chiamavano così perchè inizialmente erano villini posti ai bordi delle città) si è continuato a fare romanticismo da un lato, e demagogia moralizzatrice dall’altra.

Nel suo “addio” Montanelli non si limitò a salutare nostalgicamente Wanda, ma fu anche fortemente polemico:

“... in Italia un colpo di piccone alle case chiuse fa crollare l’intero edificio, basato su tre fondamentali puntelli, la Fede cattolica, la Patria e la Famiglia. Perché era nei cosiddetti postriboli che queste tre istituzioni trovavano la più sicura garanzia...".

Oltre a lui, altri si misero a celebrare la nostalgia per le case chiuse. Dino Buzzati parlò di “Civiltà dell’erotismo”, di “Messaggio di civiltà erotica”, scrisse che “nelle case chiuse era trasmessa un'arte di fare all'amore che stava disperdendosi”. Attaccò Lina Merlin senza pietà, arrivando a paragonarla ad Erostato “che è leggenda abbia appiccato fuoco alla grande biblioteca d’Alessandria, distruggendo un immenso capitale di cultura, mai più recuperato”.

Come non ricordare poi i film di Fellini (“Roma”, “Le notti di Cabiria”) e di tanti altri registi e scrittori che hanno raccontato con benevolenza le atmosfere di quei salottini? Ma è evidente che – anche allora – la prostituzione non poteva avere solo il lato romantico descritto da Montanelli, Buzzati e Fellini. Il solo fatto, ad esempio, che una professionista avesse mediamente quaranta clienti al giorno, ricorda più la produttività richiesta in un call center odierno che non la tenerezza di un atto d’amore. E così il “girare” obbligato delle signorine da un bordello all’altro ogni 15 giorni, dà più l’idea di un commesso viaggiatore che di una “messaggera d’amore”.

A difesa di Lina Merlin, ci sarebbe inoltre da precisare che lo scopo essenziale della sua legge non era quello di “chiudere i bordelli”, ma di abolire lo sfruttamento della prostituzione. Solo che i cattolici democristiani la fecero diventare soprattutto una battaglia moralizzatrice, non tanto contro lo sfruttamento, ma contro i cattivi costumi delle case chiuse e, in parte, dei loro clienti. Oggi la situazione è chiara: molto più di allora, e molto più delle pittoresche lucciole che illuminavano con i loro falò le strade di periferia di un paio di decenni fa, il fenomeno è in continuo aumento, con l’aggravante che le vittime sono in maggior parte straniere (anche minorenni) impossibilitate a ribellarsi. E’ per questo che sono in tanti ormai a proporre di richiamare Wanda e di legalizzare l’”amor profano” cantato da De Andrè, sia per tutelare le donne che decidono di svolgere il “mestiere più antico del mondo”, sia per disciplinare l’attività anche da un punto di vista fiscale.

E chi lo sa che alla fine non si finisca per includere anche questo tipo di prestazione tra quelle erogate dal Servizio Sanitario Nazionale. Io intanto, per non sbagliare, mi sono messo in rubrica il numero telefonico del CUP (Centro Unificato Prenotazioni).

Postato da: kkarl a 09:57 | link | commenti (12)
costume, prostituzione, legge merlin, case chiuse

lunedì, 17 settembre 2007

Nearer, my God to Thee.

Titanic2

Non si è mai saputo con certezza cosa suonasse l’orchestra mentre il Titanic affondava. La leggenda però indica nell’inno “Più vicino a te, il mio Dio” l’aria che accompagnò i passeggeri nei loro ultimi minuti di vita.

Quale inno vogliamo scegliere per il PD, pericolosamente diretto verso gli iceberg senza che i suoi comandanti si rendano conto dell’imminente impatto?

Leggo le cronache dei giornali, sento “voci di corridoio” allarmanti sulla composizione delle liste e mi chiedo se i nostri politici siano affetti da arroganza endemica o da semplice e banale “stupidità”, tale da non rendersi conto del punto di non ritorno al quale stanno portando il PD.

Il tutto mentre Beppe Grillo procede come un caterpillar a catalizzare lo scontento degli elettori soprattutto di sinistra. Ripeto: soprattutto di sinistra!

Ieri Luca Sofri faceva il punto della situazione con spietata semplicità (la definizione è di Ivan Scalfarotto).

Che dire? Mi viene in mente solo Francesco De Gregori:

“E il capitano disse al mozzo di bordo "Giovanotto, io non vedo niente. C'è solo un po’ di nebbia che annuncia il sole. Andiamo avanti tranquillamente".

Postato da: kkarl a 18:49 | link | commenti (9)
titanic, primarie, grillo, luca sofri, veltroni

domenica, 16 settembre 2007

Oggi a Roma, il IV Global Day for Darfur.

DSCF5833mwe

In un precedente post vi avevo parlato del IV Global Day for Darfur.

Questa mattina io c'ero, in rappresentanza di Pennarossa e de iMille.

I tanti rifugiati del Darfur hanno chiesto la fine della guerra ma soprattutto l'attenzione del mondo. 

DSCF5843mwe

Questa volta lascio che a parlare siano le foto.

DSCF5828mwe

Quelle che vedete qui, e poi quelle che trovate su  Flickr di Pennarossa.

Postato da: kkarl a 18:17 | link | commenti (10)
iniziative, diritti umani, darfur

sabato, 15 settembre 2007

Google e il PD.

PD Google3

Leggo di Google e mi viene spontaneo fare un paragone con la vita nei nostri partiti.

Lo so che una sezione non è un’azienda, però il giochino è divertente.

Partiamo ad esempio dalla cosa più eccentrica: i 13 mila dipendenti di Google devono – per contratto – dedicare il 20% del loro tempo a farsi venire idee nuove.

Ora, facciamo pure finta che nei nostri partiti questo concetto venga ripreso e che gli iscritti passino qualche ora della loro settimana a pensare nuove idee. Di sicuro quell’idea dovrebbe essere validata dal segretario della sezione, poi discussa in un fumosissimo direttivo (a porte chiuse senza la partecipazione dell’ideatore), poi portata alla Direzione cittadina e via via ai livelli più alti, fino alla decisione finale qualche mese (o anno) dopo, quando comunque l’idea sarà sorpassata.

E il concetto di “trasparenza” in Google, dove tutti vedono il lavoro di tutti gli altri? Che differenza con “il Partito”, dove già tra stanze vicine si trama perché il candidato Pippo possa prevalere sul candidato Topolino (che naturalmente sono dello stesso colore e della stessa corrente).

Non parliamo poi delle discussioni e dibattiti: informali (magari a mensa) nell’azienda californiana, pallosissimamente strutturate nella politica. Sempre uguali: apertura da parte della presidenza con la solita relazione rigorosamente letta (male); interventi di 5 minuti che diventano 15 per colpa del narcisismo dei relatori; chiusura della personalità politica di turno che viene esclusivamente a farsi pubblicità, telefona durante gli interventi e chiude con un discorso precotto.

Probabilmente, voi “ingegneri” del Partito Democratico avete bel altro a cui pensare in questa delicatissima fase. Però non sarebbe male se cominciaste a ipotizzare anche metodi nuovi di fare politica, a forme di discussione più snelle e informali, a strumenti di partecipazione più attivi. Scendete dai palchi, mischiatevi tra la gente, affrontate un vero dibattito. Mettetevi , per una volta, voi ad ascoltare gli altri. Mi piacerebbe, ad esempio, che fossero i giovani a parlare di scuola. Chiamate 15-20 studenti, ma non spiegategli voi come fareste la scuola, ascoltate invece le loro domande e le loro richieste.

E se non sapete come rispondere, cercate almeno su Google!

Postato da: kkarl a 12:54 | link | commenti (2)
politica, google, partecipazione, partito democratico

venerdì, 14 settembre 2007

IV Global Day for Darfur.

Darfur_blog1Domenica 16 mattina a Roma (e in altre 200 città nel mondo) ci sarà il IV Global Day for Darfur.

Pochi conoscono il genocidio che si sta consumando in questa regione dell’Africa, in quanto non ci sono interessi petroliferi e non vengono messi in discussione i delicati equilibri economici dei paesi industrializzati. Ma le centinaia di migliaia di vittime che il conflitto – iniziato nel 2003 – ha fino ad ora provocato hanno lo stesso diritto di cronaca e di attenzione di tutti gli altri derelitti del mondo.

Domenica, per la prima volta l’Italia parteciperà al Global Day for Darfur.

L’appuntamento è a Roma (Portico d'Ottavia e Piazza Farnese) per dire "fermiamo il sangue in Darfur"! Questo il programma:

All'iniziativa, promossa da Italians for Darfur, hanno aderito il Comune di Roma, l'UGEI (Unione Giovani Ebrei d'Italia), l'associazione Articolo21, Nessuno Tocchi Caino, la Comunità Ebraica di Roma, la sezione italiana di Amnesty International, l'associazione "Voci per la libertà".

PS: Un grazie a Mina Welby per la segnalazione.

Info: Italian Blogs for Darfur sito: www.italianblogsfordarfur.it

blog: http://itablogs4darfur.blogspot.com

email: info@italianblogsfordarfur.it

telefono: +39 3937540531

Postato da: kkarl a 13:58 | link | commenti (1)
iniziative, darfur

giovedì, 13 settembre 2007

iMille contro la camorra.

manifesto_300_ombra(dal blog de iMille)

Caro Walter Veltroni,

con questa lettera, iMille sostengono la richiesta dei ragazzi delle associazioni anti-camorra di Seiano e della Sinistra Giovanile per un PD in prima linea nella battaglia ai clan della camorra.

I giovani chiedono a Veltroni che le sue liste nelle regioni del Sud facciano un dichiarazione di contrasto ai clan, città per città, chiamandoli per nome. Nomi scomodi. I poteri criminali si contrastano così, con la dignità di rifiutare "quei voti", soprattutto là, dove "quei voti" sono tanti.

Sono cento passi da percorrere insieme, caro Walter, cento passi necessari per raggiungere la consapevolezza, per maturare il coraggio di aprirsi agli altri, per ribellarsi ai valori ipocriti della mafia, per rifiutare gli schemi del passato.

Le istituzioni e le strutture istituzionali hanno il dovere di dare una risposta all''impegno civile.

Il Partito Democratico deve essere il motore per il rilancio della Campania e del Sud. E non ci può essere rilancio del Sud senza Legalità.

La battaglia dei ragazzi di Seiano contro la camorra e le mafie, è da oggi anche la nostra battaglia.

iMille

Postato da: kkarl a 15:21 | link | commenti (1)
mafia, primarie, camorra, veltroni