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Gli amanti dei film cult degli anni ’80 ricorderanno certamente Paolo Villaggio nei panni del pretore Ermenergildo Morelli in vacanza a Rimini.
Morelli era un severo fustigatore di costumi che, innamoratosi di Lola, una procacissima donna, si ritrova preso a sberle e nudo in mare fino al tramonto. Per lei si travestirà da donna, fino a venire smascherato e umiliato mentre balla il tango con Pino Tricario, un modesto artista di varietà. Il film è Rimini Rimini di Sergio Corbucci ed eravamo nel 1987.
Troppo facile associare il povero deputato Cosimo Mele (per gli amici Mimmo) all’Ermenelgildo di Rimini circuito da una provocante Serena Grandi.
Tra l’altro perché infierire così? Sappiamo tutti che la lontananza rende l’uomo (e soprattutto la carne) debole, per cui credo che alla fine verrà concesso ai parlamentari il diritto al “ricongiungimento famigliare”. In subordine, si sta studiando la possibilità di una serie di “buoni” da potere utilizzare in convenzione sulla Via Salaria o in altri viali romani.
Anche perché le istituzioni vanno assolutamente salvaguardate.
Non dobbiamo correre il rischio che – a causa di una astinenza prolungata – qualche nostro parlamentare possa alla fine trovarsi come Nino Manfredi in un altro film cult: Vedo Nudo di Dino Risi (1969). Lì il protagonista viene giudicato per atti osceni dopo essere stato scoperto in atteggiamento … amoroso con una gallina.
“Signor Pretore, la gallina mi provocava, e l’uomo non è di legno”.
Non possiamo arrivare a tanto.
NOTTE D'AMORE


E’ passata un’eternità da quei pomeriggi di domenica, quando con mio padre facevamo la consueta passeggiata da Viale Medaglie d’Oro, dove abitavamo a Roma, fino all’”Osservatorio”.
Oggi tutti lo conoscono come “Lo Zodiaco”, ma allora c’era solo una baracchetta in legno che vendeva gelati, le antenne militari, ed il solito stupendo panorama di Roma. E poi c’era quel viottolo a sinistra in mezzo ai campi che si affacciava sullo Stadio Olimpico. Era piccolo, lontanissimo, ma riuscivamo a vedere bene il tabellone della curva sud e lo spicchio del calcio d’angolo tra la curva e la Tribuna Tevere.
A quei tempi per seguire le partite c’era solo la radio con “Tutto il calcio minuto per minuto”, ma il collegamento iniziava a partire dal secondo tempo. Per me, riuscire a sapere il risultato in tempo reale, prima attraverso il boato del pubblico, poi con la segnalazione sul tabellone, rappresentava un'emozione unica.
Poi venne il tempo dell’abbonamento in curva Sud, proprio sotto a Dante (“Daje Roma Daje”), le domeniche appena alzato a scrutare il cielo per sapere se dovevo “bardarmi” contro la pioggia.
Quanti nomi, quante facce da figurina, quante partite nella mia mente.
Forse, qualche “fidanzatina” l’ho dimenticata, ma quei ricordi sono ben impressi.
Giacomino Losi, Lojacono, Cudicini, le prime Coppe Italia, una partita contro il Karl Zeiss Jena seguita in onde medie (in tedesco) a causa dello sciopero Rai, la radio sulla terrazza ai grandi magazzini a Barcellona (l’unico posto dove si prendeva la frequenza italiana), il Roma-Torino dello scudetto con 39 di febbre.
Gli episodi da raccontare sarebbero infiniti, e sono episodi di un amore indiscusso, un “per sempre” che non si potrà mai tradire, perché è difficile trovare un’altra amante che possa regalarti notti d’amore come quella di ieri sera!

LA RIVINCITA DELLA LINGUA ITALIANA

Sono veramente poche le occasioni in cui mi sento orgoglioso di essere italiano: le vittorie mondiali della nazionale di calcio o della Ferrari, l’Oscar a Benigni o il Nobel a Dario Fo.
E poi, certo, quando sento i turisti parlare così estasiati dei nostri monumenti o del nostro paesaggio.
Ma per il resto, poca roba. Compresa la frustrazione, ogni volta che vado all’estero, di non potermi esprimere come faccio abitualmente e vedere come tutto ormai ruoti attorno alla lingua inglese.
Tutto questo fino a ieri pomeriggio, quando ho scoperto che la nostra lingua non è poi così bistrattata. Alla fine del Gran Premio di F1 al Nurburgring, dopo una gara emozionante come ormai difficilmente avviene, Alonso e Massa, mentre si incrociavano poco prima della premiazione, hanno cominciato a discutere.
E secondo voi, che lingua possono scegliere uno spagnolo ed un brasiliano per scambiarsi delle opinioni? Beh, vi confesso che quando li ho sentiti parlare in italiano mi sono emozionato.
Michael Schumacher in 10 anni a Maranello non è riuscito nemmeno ad imparare a dire “ciao”, ed invece i due campioni ieri hanno intavolato una vera e propria discussione nella lingua di Dante e Petrarca, di Pirandello e Montale.
Poco importa se i due termini che si sono sentiti più distintamente siano stati: “Vai a cagare” e “Coglione”. Forse l’Accademia della Crusca avrà da ridire qualcosa sulla “purezza” lessicale dei termini, ma sono certo che il Sommo Poeta, dalla sua tomba di Ravenna, avrà avuto un fremito di soddisfazione.
iMILLE, NOSTRADAMUS e CENERENTOLA

“Mille e non più Mille” profetizzava più di 500 anni fa Nostradamus.
Si riferiva a noi Michel de Notre Dame quando scriveva questa frase in una delle quartine più famose del libro “Le Profezie”?
In effetti il Meteo de iMille – che attualmente rappresenta la “lista Cenerentola” nelle Primarie del PD - ha denunciato negli ultimi giorni forti turbolenze.
Mario Adinolfi ha lanciato la sua candidatura abbandonando i compagni di viaggio. Da parte nostra, oltre alla “scissione dell’atomo” (come scherzosamente qualcuno ha chiamato l’evento), abbiamo dovuto fare i conti con una serie di polemiche interne e qualche sfasatura.
In questo panorama sono state molte le “sorellastre” a gioire per l’infortunio di Cenerentola. E’ come se nella favola di Charles Perrault si fosse rotta improvvisamente la carrozza pregiudicando alla protagonista la possibilità di raggiungere il Castello in tempo utile per il ballo.
E di “sorellastre gaudenti” se ne sono viste molte, soprattutto nella blogosfera. D’altra parte bisogna capirle: fino a ieri l’invito a Palazzo era loro esclusiva, mentre ora pare che il Principe voglia aprire le porte a chiunque, dare a tutti il modo e l’opportunità di mostrarsi e contribuire alla riuscita della festa.
Chi lo sa se in questa nuova favola i “topini” riusciranno magicamente a riparare la carrozza e portare in tempo Cenerentola alla festa.
Io credo di si, ma a differenza delle “sorellastre”, mi auguro che alla festa si partecipi tutti, e che tutti (insieme) si riesca a rappresentare la scena del gran ballo finale, e non ci si ritrovi invece a cantare “Nearer, my God to Thee”, come i viaggiatori del Titanic un attimo prima di affondare.
SI FA PRESTO A DIRE FONDOSCHIENA.

Ci risiamo. Ritorna l’eterna lamentela delle donne che denunciano di essere giudicate più per l’aspetto esteriore che per i propri meriti.
E’ abbastanza pungente una lettera inviata a Repubblica da una lettrice che commenta un articolo del Financial Times, critico per il trionfo di veline e donne nude in Italia.
"Se il mio fondoschiena vale più di due lauree" titola l’articolo.
L’accusato è naturalmente il “maschio”, reo di soffermarsi più sul fondoschiena della donna che sulle sue qualità professionali.
Nulla di nuovo mi verrebbe da dire. Poi però ci ripenso e mi vengono in mente un paio di riflessioni.
La prima è che la signorina non conosce bene l’universo maschile. Non è affatto vero che tutti gli uomini guardano il fondoschiena delle donne (in gergo questa “categoria” di uomini viene definita “bottomen”). Ce ne sono moltissimi che preferiscono fantasticare sul seno (“bosomen”).
Potrei dilungarmi in un una “dotta” dissertazione sulle origini di tali preferenze.
Spiegare ad esempio che i “bosomen” appartengono a culture rozze, poco smaliziate, infantilmente pragmatiche, primitive, matriarcali, fortemente legate all’immagine della donna-madre. Gli Americani sono così. L’Europa, culla della civiltà, è invece “bottomen”.
Potrei anche tranquillizzare la lettrice e spiegare che, dietro ad un apparente sguardo malizioso al suo fondoschiena, si cela niente meno che la Cultura.
Già, perché il cosiddetto “fondoschiena” non è altro che la “grande curva della verità”, in quanto rappresenta in verità la figura geometrica perfetta. Ma la supera perché ha una simmetricità che manca alla sfera. Il culo è vicinissimo all’essenza stessa della verità (“ogni verità è curva” diceva Nietzche).
C’è poi, da parte di chi osserva, la curiosità di capire che tipo di “fondoschiena” ci troviamo davanti. Perché (e questo gli ignoranti non lo sanno) il culo segnala non solo il carattere ma spesse volte anche l’appartenenza di classe di una persona. Solo per questo noi lo guardiamo: per capire chi abbiamo di fronte.
Senza dilungarmi: c’è il culo diffidente ed avaro (che è a mele strette come le hanno, in genere, i toscani), il culo fiducioso e pieno di speranza (tondo, grasso e a natiche leggermente dischiuse), il culo aggressivo (sodo e massiccio), il culo nobile (alto, lungo e appena rilevato), il culo burocratico (grasso e informe), il culo proletario (largo ma alto).
Ci sono un’altra quindicina di “tipologie” che vi risparmio (ma sono a disposizione per eventuali consulenze).
Credo che questo basti a scagionare noi uomini dalle gratuite accuse di voyeurismo e di scarsa considerazione nei confronti delle donne come “persone”. Le nostre sono osservazioni ben mirate (e ve lo assicuro che sono ben mirate) per capire chi abbiamo di fronte.
L’altra considerazione è su quella che io definisco una schizofrenia prettamente femminile.
Care appartenenti all’altra metà del cielo: da un lato ci accusate di guardare il vostro fondoschiena, dall’altro vi lamentate perché “non ci sono più i maschi di una volta”, e sentenziate decise che “ormai gli uomini sono tutti gay”.
La Mannoia, in quello che è diventato ormai il vostro inno canta: ”i complimenti dei playboy non li sentiamo più se c'è chi non ce li fa più”.
Decidetevi!
PS: le citazioni “dotte” sono tratte dall’articolo di Massimo Fini dal titolo “La grande curva della verità” (Europeo 21 marzo 1987)
... noi, mi sa che ABBIAMO SGOMMATO!


Soprattutto per gli amici che hanno passato con me questi giorni on the road: le foto le trovate qui.
A presto.
... io mi sa che SGOMMO!

immagine dal sito www.imototuristi.it
Tanti gli argomenti da scegliere per questo post.
Ci sarebbe da rispondere alla bella analisi su Pennarossa che ha fatto il mio amico Uolter (Gallo) sull’altro Uolter.
Si dovrebbero commentare le regole appena partorite dal Comitato dei 45 per le primarie del PD. Ci si dovrebbe interrogare sulla tenuta del Governo.
E, tra l’altro, sarebbe doveroso informare i blogger veramente democratici (quelli che pensano ad un PD “aperto” a tutti, e non alla “fusione fredda” tra DS e Margherita) che il prossimo mercoledì 18 luglio, alle 19, iMille si presentano ufficialmente. Informazione che infatti rilancio con piacere.
Nella splendida cornice della Casa del Jazz, sita in Roma in Viale di Porta Ardeatina 55, tra quattro chiacchiere e un bicchiere, ufficializzeremo la nostra candidatura e risponderemo alle domande di chi vorrà porcene. Se siete interessati al progetto, volete partecipare, insomma, essere dei nostri, vi aspettiamo, con una gaia anticipazione: sarà presente Gabriele Corsi, del Trio Medusa delle Iene, quando si dice "cambiare la politica".
Per il resto è tempo di “migrare”. La visiera del casco è pulita e le Dunlop scaldate. Tra un po’ si sgomma. Come tutti gli anni, con gli amici bikers di sempre, si va per i soliti 4 giorni motoristici.
“Senza orario, senza bandiera” era il titolo di una vecchia (e bella) canzone dei New Trolls. E senza mogli o fidanzate, aggiungo io, in puro stile “zingarata”.
Dopo gli anni di Garmish, delle Dolomiti, dei Paesi Baschi, quest’anno (l’età incalza?) abbiamo deciso un Tour pressoché casalingo. Campo Base al Terminillo e giri quotidiani verso l’Abruzzo, l’Umbia, le Marche.
Ci ritroviamo qui martedì, con qualche foto motoristica e con le idee più chiare (forse) su Uolter, sulle regole, sul governo (speriamo di ritrovarlo), sul Partito Democratico.
Saluti tibetani.
TESI e ANTITESI

Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi … cantava nel 1972 Lucio Battisti.
“Lo sostengo ma non lo firmo”, ci fa sapere candidamente Walter nel 2007 parlando del referendum.
Dopo Berlusconi che ha inventato la “sparata” con successiva smentita, Veltroni sintetizza in un unico momento “tesi e antitesi”.
Il primo ad essere “folgorato” dalla nuova filosofia è stato Bersani che ha confessato la volontà di incidere sul PD, ma non si candida.
Non è da sottovalutare, perché è una filosofia che potrebbe essere utilizzata in molte occasioni, non solo in politica. E se legittimata potrebbe risolvere diverse situazioni imbarazzanti.
Lei: “Caro: tu non mi ami più!”
Lui: “Stai tranquilla: ti amo da impazzire. Ma vado a letto con Samantha”.
D’altra parte, ce lo cantava già 35 anni fa il poeta: “Come può uno scoglio, arginare il mare?”
GRILLO-WATCHING

Come anticipato nel post presedente, d’accordo con l’amico Luigi Rossi, proviamo questa settimana a "giudicare" i post di Beppe Grillo con l’obiettivo di rispondere all’annosa domanda: Grillo è populista o no? Per ogni suo post c'è un breve riassunto ed il voto finale. I voti “insufficienti” indicano un giudizio di “populista”, quelli dal 6 al 10 un giudizio di “obiettivo”.
Io e Luigi ci abbiamo provato. E’ un po’ lungo ma era inevitabile!
Aspettiamo il vostro parere.
Lunedì 2 luglio: Doppio lavoro
Il tema è quello dei ministri che, soprattutto per la forte capacità di spesa che viene loro concessa (Grillo non lo scrive ma è tra le righe), corrono il rischio di lasciarsi condizionare dal partito e dagli elettori. Per questo il buon Beppe propone che “chi diventa ministro deve dimettersi temporaneamente dal partito. Un blind trust politico. E impegnarsi a tempo pieno durante il suo mandato.”
Giudizio Kkarl: Il tono non è neanche troppo “sbracato” (il termine più negativo mi è sembrato: “comparsate”). Forse perché come lui mi chiedo che c’entra Mastella con
Giudizio Luigi: Da sempre sono contrario per esempio al fatto che il presidente del mio partito resti tale anche ora che è ministro. Voto: 9,5
Martedì 3 Luglio 2007: La questione procedurale
E’ il famoso botta e risposta tra Grillo e Bertinotti sulla “presenza abusiva di Previti in Parlamento”. Qui è dato massimo spazio alla lettera di risposta di Bertinotti, il quale spiega come, per motivi soprattutto procedurali, non è nelle sue competenze intervenire per fare decadere dalla carica Previti (o altri). Grillo riferisce poi della consultazione con “i suoi avvocati” (che in pratica danno ragione a Bertinotti) e conclude, ironicamente, che la “questione morale è diventata una questione procedurale”.
Kkarl: Rilevo corretto avere riportato integralmente la lettera di Bertinotti. La conclusione (come ho scritto) è ironica Voto: 6+
Luigi: Sarà anche una questione procedurale, ma l'indulto per Previti e gli altri, utilizzando la drammatica situazione carceraria è la prova che il parlamento protegge sempre gli interessi "personali". Voto: 7,5
Mercoledì 4 Luglio 2007 - Milano Ladrona
Il post riporta l’intervista del giornalista Sansa sulle 63 assunzioni (discutibili secondo lui) fatte dal Comune di Milano.
Kkarl: critico il fatto che tra i curricula dei 63 Grillo abbia tirato fuori “alcune esperienze negli scout” ed un precedente “da assistente di un parlamentare”. Bisognerebbe capire il pedigree degli altri. Manca – come spesso accade (ma aspettiamo) – la difesa degli accusati. Voto: 5,5
Luigi: Non dico che la questione sollevata non sia grave, ma siccome stimo Grillo mi aspettavo più dati. Voto: 5
Giovedi 5 Luglio 2007 - Berluscagate
Il tema è quello arcinoto delle “schedature” da parte del Sismi e denunciate soprattutto dal Consiglio Superiore della Magistratura in una nota unanime.
Kkarl: Il post ha forma di “cronaca” abbastanza obiettiva. E’ il finale che è in puro stile Grillo: “Oggi il Parlamento è tranquillo. Una bella giornata di luglio in attesa delle ferie, prima di mettere la mordacchia ai giudici con la nuova legge ceppalonica e di vietare la pubblicazione delle intercettazioni dei politici. Nelle dittature si sa chi abbiamo di fronte, nella pseudo democrazia italiana neppure quello” La legge sulle intercettazioni è certamente discutibile. Però termini come “mordacchia”, “dittatura”, “pseudo-democrazia”, buttate così senza ricordare che, in fondo, il parlamento e i parlamentari dovrebbero godere (soprattutto con riferimento all’”azione politica”) una tutela particolare proprio in funzione della particolare attività che svolgono, beh … mi sembrano un pochino “populiste” Voto: 5
Luigi: Qui ero quasi convinto di dare 10, ma è stato troppo soft con questi parlamentari ;) La cosa è grave e per una volta devo dare ragione a Fassino (non dirlo in giro), Berlusconi come presidente del consiglio è responsabile. Voto: 9,5
Venerdi 6 Luglio 2007 - Il K2 dell’azionista Telecom
Qui Grillo “gioca in casa”. Parlare per lui di Telecom e di consumatori è come per me parlare di Francesco Totti!
Kkarl: l’unico appunto che potrei fargli è che attaccare ancora la Telecom e Tronchetti Provera è veramente come sparare alla Croce Rossa. Voto: 8
Luigi: Tronchetti è la prova che in Italia il capitalismo si fa con i soldi dei proletari. Voto: 8
Sabato 7 Luglio 2007 - Garzòn y los spiones
Riguarda soprattutto i commenti e le iniziative “istituzionali” alla vicenda delle intercettazioni del Sismi (Berlusconi, Casini, Mastella, le commissioni d’inchiesta, ecc.).
Kkarl: io credo che per casi del genere ci debbano essere comunque le indagini da parte degli organismi competenti, anche se fa bene Grillo a denunciare che è proprio l’imparzialità di questi organismi a lasciare i maggiori dubbi. Il tono però è vagamente “populista”. Voto: 6
Luigi: Che altro aggiungere al post, semplicemente perfetto. Voto: 9,5